spostati, non vedo l’orizzonte

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ci sono giorni come questo in cui mi sento sfocata. è una bella giornata, esattamente come ieri, ma la stessa cosa che suscitava in me entusiasmo solo un giorno fa, oggi sembra aver perso il suo potere. sono improvvisamente demotivata. ecco, il post potrebbe anche finire qui, ma che senso avrebbe? scrivere è un modo per fermarsi, sgombrare la testa da tutte le piccole (o grandi) incombenze della quotidianità, e cercare di fare chiarezza, mettere ordine in un mondo in cui domina il caos. in questi momenti si attivano pensieri familiari. vi riconosco, stronzetti: se lo faccio domani, cosa vuoi che cambi? l’impegno costante è sopravvalutato, se faccio una cosa bene, non importa che la faccia ogni giorno. il problema non sono io, è l’ambiente che mi circonda che non mi dà la possibilità di impegnarmi al meglio! e da lì a poco tempo, eccomi di nuovo a cercare articoli da leggere sulla crescita personale, che mi aiutino ad ottenere – e mantenere – la volontà e la disciplina necessarie per qualsiasi buona abitudine da adottare o obiettivo da raggiungere.

è un fatto che questo genere di articoli, o libri oppure seminari, fondano il loro successo sulla inevitabilità dei momenti come questo che sto vivendo, perché tutti ci ritroviamo a cadere e spesso abbiamo bisogno di un sostegno per rialzarci. cambia l’altezza da cui cadiamo, cambiano gli appigli che cerchiamo, ma cadere è ciò che ci viene più naturale. dicono che la persona di successo sia quella che è riuscita a rialzarsi un numero maggiore di volte, ed è vero. guardare i risultati ottenuti da qualcuno non ci dà la giusta idea di tutte le difficoltà, gli ostacoli che ha dovuto affrontare, di tutte le scelte fatte, degli errori e dei rimedi che ha dovuto trovare. queste cose le vediamo quando le viviamo noi, le vediamo tutte, molto da vicino, e a volte pensiamo di essere sfigati. siamo così bravi nello sport “troviamo chi ha le colpe”, che siamo capaci di tirare in ballo le forze dell’universo, pur di non mettere al comando quell’individuo che si riflette sullo schermo.

conosco le mie passioni, mi sono laureata in ciò che mi piace, ho provato a fare dei lavori che mi entusiasmassero, ho viaggiato un po’, ho letto e riflettuto tanto, ma ho sempre incontrato lo stesso ostacolo, anno dopo anno, una persona fastidiosa che sta sempre qui a bloccarmi la visuale, come la siepe di leopardi, e mi impedisce di spostare l’orizzonte un po’ più in là.

sì, sono proprio io.

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