una lotta che non si può perdere

quando ero una bambina ho conosciuto un ragazzo fighissimo, era amico di uno scienziato e grazie alla sua migliore invenzione riusciva a viaggiare nel tempo. non solo vide il passato e il futuro, ma cambiò persino la sua vita, scoprendo cosa voglia dire fare scelte coraggiose.
era un ragazzo simpaticissimo e non mi sono mai stancata di vederlo. tuttora, se mi imbatto in lui, provo le stesse emozioni positive di un tempo.

lo stesso ragazzo è anche un uomo che lotta da venticinque anni contro il parkinson (lo so che marty e michael non sono la stessa persona, ma per me è come se lo fossero) e che non ha mai smesso di fare scelte coraggiose. ha sempre vissuto appieno il suo talento e ha contribuito attivamente alla ricerca per una vita migliore.

la cura per il parkinson non è ancora stata trovata – d’altronde, come diceva bill maher, viviamo in una società che si è impegnata a inventare prima il viagra che la cura a malattie mortali – ma michael j fox non può perdere questa lotta, perché, per me, ha già vinto.

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