il mio “incontro” con murakami

è stato in un caldo giorno d’estate. uno di quei giorni in cui non capisci se ti sei assopita e stai sognando, oppure se la realtà ha assunto contorni così sfocati da essere inafferrabile. quel giorno ho iniziato a leggere l’uccello che girava le viti del mondo, di haruki murakami.

ho iniziato a conoscere la storia di okada toru, un ragazzo di circa 30 anni, sposato con kumiko da 6, che ad un tratto vede la sua vita serena e “normale” sprofondare nel caos più oscuro, e tutte le sue certezze sgretolarsi a poco a poco.

prima sparisce il gatto di casa, poi la moglie kumiko, ed entrano ed escono di scena personaggi che a definirli bizzarri gli si fa un favore. ognuno sembra nascondere un segreto, ognuno ha un ruolo solo apparentemente casuale e va pan piano a comporre un puzzle attorno al personaggio centrale. mi ritrovo a pregare che la storia vada a parare da qualche parte.

cosa si nasconde dietro il personaggio del cognato, uomo viscido e calcolatore, intento a compiere la sua scalata verso successo e potere? e l’uccello gira-viti, che può essere sentito di rado e visto mai, riuscirà a girare le viti del mondo, affinché tutto funzioni come deve funzionare?

ok, forse qualche interrogativo non avrà una risposta esauriente, forse qualche elemento dovrà essere interpretato, intuito o immaginato, ma questo romanzo è come un viaggio, con i suoi panorami e le sue disavventure, e vale la pena affrontarlo (con le sue 832 pagine) anche solo per finire addormentandosi con un sorriso.

tra sogni sempre più vividi e una vita quotidiana che sbiadisce, tra ricordi straordinari e ipotesi di realtà azzardate, questa storia e il suo protagonista prendono forma e consistenza, nel tentativo – disperato ma paziente – di non attraversare il flusso della vita come un guscio vuoto alla deriva.

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“mi sembra che le persone a una a una vadano silenziosamente cadendo giù dal bordo del mondo sul quale mi trovo io. tutti procedono in direzione di quel bordo che da qualche parte deve esserci, e di colpo spariscono.”

 

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9 thoughts on “il mio “incontro” con murakami

  1. Norvegian wood dicono sia il libro adatto per accostarsi a murakami, quello in cui meglio sono fusi fisicità e metafisica. Io magari affronterò le 800 pagine del “tuo” 😄
    Ti segnalo il sito righeorizzontali.wordpress.com che ha una sezione sull’autore giapponese
    Ciao
    ml

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