i film più belli… che finiscono male

il 2016 è stato un anno difficile. lo dicono un po’ tutti e lo dico anch’io, è stato duro da un punto di vista globale e da un punto di vista personale. è stato così dannatamente duro che mi ha convinto di quanto sia necessario lottare.

ma questo non sarà un post diverso dagli altri, non parlerò di politica, né dell’esistenza in termini metafisici né pratici, parlerò semplicemente di film. in particolare di 7 film che, seppur finendo in tragedia, sono così belli che vale la pena vederli e, se siete un po’ come me, saranno una ricca fonte d’ispirazione e vi lasceranno quindi qualcosa di buono dentro.

 

l’attimo fuggente. tutti conoscono questo film, quindi non starò a raccontarvi del professor keating e del suo motto “carpe diem”. la storia degli studenti è altrettanto interessante, ci racconta di quanto sia difficile, spesso, trovare il proprio posto nel mondo e lottare, anche contro tutti, per i propri ideali e le proprie aspirazioni. molti ragazzi, sentendosi sopraffatti, finiscono per non farcela, proprio come neil perry.

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risvegli. ispirato a una storia vera, parla di un medico che si impegna per sperimentare un farmaco per la cura degli stati catatonici. i risultati ottenuti sono, purtroppo, parziali e quindi deludenti, poiché la medicina “ridà la vita” a diversi pazienti ma solo per un tempo limitato. questo tempo, trascorso assieme al paziente principale, insegna al medico molto più sulla vita di quanto abbia appreso in anni di studio solitario.

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american history x. per chi non lo conoscesse, è la storia di un neo nazista che si ravvede, che prende coscienza degli errori commessi per un ideale malato e dell’ipocrisia che si cela dietro il razzismo professato dal branco. niente ci viene mostrato in modo edulcorato, al contrario, vediamo tutte le terribili conseguenze di queste “scelte sbagliate”, il cui denominatore comune è la violenza.

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into the wild. racconta la storia vera di christopher mc candless, che subito dopo la laurea abbandona la famiglia per compiere un viaggio di due anni attraverso gli stati uniti, fino alle terre selvagge dell’alaska. la sua è una ricerca disperata di una libertà e di una felicità che spesso sfuggono all’uomo civilizzato. una ricerca che ha avuto le sue risposte, seppur con una conclusione che si fa fatica ad accettare.

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milk. altro film biografico, narra le vicende di harvey milk, il primo gay dichiarato ad essere stato eletto ad una carica politica negli stati uniti. la storia non nasconde sorprese e così, come sappiamo che il titanic affonda, sappiamo anche che milk viene assassinato. ma scopriamo soprattutto delle sue lotte per i diritti dei gay, della sua perseveranza e della sua fermezza, anche davanti alle discriminazioni e ai pregiudizi più abietti.

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infine, due film molto particolari di cui voglio svelarvi il meno possibile e che vi consiglio di vedere, se non ne avete mai sentito parlare prima, senza cercare alcuna informazione al riguardo. uno è non lasciarmi, tratto dal romanzo omonimo di kazuo ishiguro, l’altro melancholia, pellicola realizzata da lars von trier in seguito ad un suo episodio di depressione. entrambi film drammatici con qualcosa “in più”, fanno riflettere sulla natura dell’animo umano, sulla psiche, l’amore, la solitudine, la sofferenza e tutto ciò che riusciamo ad accettare, persino la fine.

perché speriamo sempre che a una fine corrisponda un nuovo inizio, e chissà che non sia davvero così.

melancholiaimmagblog

 

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4 thoughts on “i film più belli… che finiscono male

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