ogni maledetta domenica – cose fragili

quando non sai da dove iniziare, inizia dal principio. sono nata. ecco, credo che più indietro non potrei andare. ma non è della mia infanzia che voglio parlarti, quanto del primo elemento che ha, come è naturale che sia, condizionato tutta la mia vita: il mio corpo.

sin da quando ero molto piccola era chiaro, per lo meno ai medici e poi ai miei genitori, che il mio corpo non sarebbe stato sano come ci si aspettava e soprattutto si desiderava. capita di avere dei geni rompicoglioni, la cosa veramente disarmante è crescere vedendo la delusione negli occhi degli altri.

quindi sono cresciuta, vedendo il mio corpo diventare, nel tempo, qualcosa che non corrispondeva all’idea che avevo di me stessa, perché dentro di me sono sempre stata sana, nonostante gli “sguardi”degli altri mi comunicassero qualcos’altro. lo spettro della delusione mi ha sempre accompagnato, condizionando vari aspetti della mia vita, ma ora voglio limitare il discorso al corpo.

un corpo definito con vari appellativi, da parenti, conoscenti, medici ed estranei incrociati per strada, appellativi inutili che non curano e non fanno riflettere, ma neanche riescono ad annientare ciò che questo corpo custodisce e a cui non è necessario dare un nome.

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tante volte l’ho odiato questo corpo così fragile – e tante volte ancora lo odierò – quando è stato di ostacolo alle mie azioni, ai miei obiettivi, ai miei sogni, quando mi ha svuotato quasi di tutte le energie nel tentativo di guarirlo. ma è lo stesso corpo che mi ha permesso di giocare da bambina (e da adulta), cucinare torte di fango, amare sulla spiaggia, sorridere ai camerieri con complicità quando rompono qualcosa, prendere un bambino per mano, lanciarmi in nuove esperienze, parlare con gli sconosciuti, aiutare qualcuno.

forse se fossi nata in un corpo meno difettoso non sarei realmente migliore di come sono ora, probabilmente non avrei capito certi aspetti della vita e degli esseri umani, avrei dato per scontate molte più cose e avrei provato meno empatia, e questo non avrebbe fatto altro che diminuire la mia forza.

sono arrivata a credere, come ha detto neil gaiman, che “la caratteristica particolare della maggior parte delle cose che consideriamo fragili è quanto siano invece robuste… il cuore si può spezzare ma è il più forte dei nostri muscoli, capace com’è di pompare sangue per lo spazio di una vita, settanta volte al minuto, e senza quasi perdere un colpo. perfino i sogni, la più delicata e intangibile delle cose, possono dimostrarsi assai resistenti a ogni tentativo di distruggerli.”

persino una persona come me.

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7 thoughts on “ogni maledetta domenica – cose fragili

  1. Caspita, che parole emozionanti.
    Penso che tu abbia davvero ragione, per quanto sia difficile ammetterlo sono sia i pregi che i difetti a renderci le persone che siamo, anche i difetti che noi consideriamo tali ma che magari in realtà tanto difetti non sono neppure…..

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      1. Figurati, mi sono davvero persa tra le righe che hai scritto e in alcuni punti ammetto di essermi riconosciuta….
        Non sempre è facile, ma quando si giunge alla consapevolezza dei propri limiti e obiettivi, la vita prende un altro colore 🙂

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