Nessun dove

Neil Gaiman è stata per me una bellissima scoperta. Una scoperta graduale e non un colpo di fulmine. Sono passata dal Gaiman “autore di Coraline” (che non ho letto), alla raccolta di racconti Cose fragili, che mi ha suscitato un pallido interesse, poi all’entusiasmante avventura con Terry Pratchett (Buona apocalisse a tutti!)), fino ad approdare al misterioso Oceano in fondo al sentiero. Eccomi infine giunta a Nessun dove, che mi ha conquistata fin dalle prime pagine.

Richard Mayhew è “uno di noi”, un ragazzo che si trasferisce a Londra per iniziare la sua vita da adulto, si trova un lavoro decente, una bella fidanzata, e la sua esistenza trascorre tranquilla, senza scossoni, e sembra che tutto vada bene così com’è. Ma poi Richard incontra Porta, un’esile ragazza ferita riversa su un marciapiede, e non può fare a meno di aiutarla. Non può fare a meno di accoglierla nella sua casa e, man mano, dentro se stesso. Perché Porta diventa il tramite per un’altra realtà: la Londra di Sotto. Questa realtà parallela, invisibile alle persone “normali”, è fatta di cunicoli, oscurità, personaggi bizzarri. Qui le paure sono palpabili e le prove da superare possono trasformare un semplice ragazzo di provincia, in un eroe, o quantomeno, in un uomo.

Gaiman ha creato una storia perfetta, che può piacere ai più giovani e contemporaneamente agli adulti. A meno che questi si sentano troppo adulti per leggere di persone che parlano coi ratti, di qualcuno che tiene la sua vita in una scatoletta d’argento, di angeli che offrono un vino che fa ubriacare con un sorso, e di cattivi che sembrano la versione terrificante del gatto e la volpe.

Il racconto segue con precisione lo schema delle fiabe, così come è stato studiato e analizzato dal linguista ed antropologo Vladimir Propp. Di questo infatti si tratta: di una fiaba, ambientata in una città moderna e con personaggi che possiamo facilmente riconoscere. E come ogni buona fiaba è principalmente un racconto di formazione, che ci svela un cambiamento interiore attraverso l’azione.

Un’avventura che riusciamo a vedere quasi fosse realmente davanti ai nostri occhi, che viviamo assieme al protagonista, che ci farà sorridere – e sognare – davanti a una porta chiusa.

 

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