Kiseiju – chi sono i parassiti?

Kiseiju in giapponese significa “bestie parassite” ed è il titolo di un manga pubblicato per la prima volta tra il 1988 e il 1989, poi trasformato in serie tv animata nel 2014. Racconta la storia di Shinichi, un liceale diciassettenne che entra in contatto con una nuova forma di vita soprannominata da lui Destry, una sorta di verme parassita che, non riuscendo ad occupare e controllare il cervello del ragazzo, penetra nella sua mano destra, riuscendo così a sopravvivere.

Destry non è l’unico della sua specie a trovarsi sulla Terra: i suoi simili si sono impossessati dei cervelli di molti umani, vivono attraverso i loro corpi e si cibano di altri esseri umani. Quando gli omicidi aumentano, la presenza dei parassiti sanguinari non può passare più inosservata, e lo stesso Shinichi si ritrova a dover fare i conti con qualcosa di diverso da sé ma che allo stesso tempo gli ricorda costantemente cosa significhi essere umani.

Aldilà dell’azione e delle scene truculente che questa serie offre, la riflessione che emerge dai dialoghi tra il protagonista e il suo compagno-parassita è quella sulla natura umana e le sue contraddizioni. Da un lato il forte sentimento di compassione che lega le persone in relazioni che vanno oltre i legami di sangue, l’amore e l’amicizia e quel senso di protezione verso le creature indifese, verso i “cuccioli” della nostra e di altre specie. Dall’altro lato il cieco e incontrollato sfruttamento da parte dell’essere umano di qualsiasi risorsa del territorio, uno sfruttamento egoistico che non tiene conto, il più delle volte, del bene del luogo che ci ospita e delle altre creature, un atteggiamento distruttivo e utilitaristico che fa sorgere la domanda: chi sono i veri parassiti?

2 pensieri riguardo “Kiseiju – chi sono i parassiti?

  1. Lo vidi un annetto fa, e ti dirò: non mi piacque granché. Aveva ottime potenzialità, a mio avviso, ma si perdeva tra filler e situazioni di secondaria importanza. E il tutto procedeva troppo, troppo lentamente. L’ho anche trovato eccessivamente drammatizzato, in certe scene, e poco realistico in altre. Insomma, un peccato 😦

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