Si può scherzare su tutto?

Quando si può parlare di umorismo? E di ironia? E di satira? Certo esistono delle definizioni che ne chiariscono i concetti, ma dire quale sia il buon umorismo, così come la buona ironia o la buona satira, non sembra altrettanto semplice. È possibile che l’umorismo sia come l’arte (o è un’arte?): una rappresentazione/trasformazione della realtà con un qualche valore estetico. Chi decide questo valore? Principalmente il pubblico. Ma il pubblico spesso si divide.

Capita sempre più di frequente che comici di mestiere vengano criticati, denunciati, censurati, per le loro battute dissacranti. Loro si difendono: “questo è il nostro lavoro, far ridere, anche sulle cose più serie.” Ma tante persone non ridono. Anzi, si sentono offese, se con una battuta è stato toccato un loro nervo scoperto. Allora dicono: “non si può scherzare su questo o quello, non è dignitoso.” Parlano di contenuto e non di forma.

Si può scherzare sull’aspetto fisico ma non sulle malattie.

No, non si può scherzare nemmeno sul peso, perché può essere una malattia.

Non si può scherzare sullo stupro, perché è un incitamento allo stupro.

E molto altro…

Ho rimesso in discussione queste idee e prima di tutto ragiono sulla forma e meno sul contenuto. Non che il contenuto non sia importante, ovvio, ma è la forma che rende una battuta buona, che distingue una battuta arguta da una insulsa.

C’è davvero il rischio che scherzando su argomenti molto seri ci si desensibilizzi? Tralasciando il fatto che credo siano altre le cose che ci stanno desensibilizzando, qui entra in gioco l’educazione, e poi il senso critico e l’empatia, tutte cose che dovrebbero venire in nostro soccorso e permetterci di discernere tra uno scherzo e la realtà, così come tra derisione e comicità: la prima mira a far stare male, la seconda a far stare meglio, soprattutto i più deboli (forse per questo le battute sullo stupro che mirano a colpevolizzare la vittima non fanno ridere). L’umorismo è utile a ridicolizzare chi o ciò che ha più potere, per questo non trovo nulla di male a scherzare, per esempio, sulle malattie.

Quindi sì, mi piace pensare che si possa scherzare su tutto, ma che non tutti riescano a farlo bene, che la satira possa persino aprire la mente e l’umorismo sia in grado di liberarci dal senso di oppressione che ci portiamo dietro, anche solo per un attimo.

4 pensieri riguardo “Si può scherzare su tutto?

  1. Adoro Ricky Gervais! E anche Louis C.K!

    Io la vedo in modo semplice. Si può e si deve scherzare su tutto, soprattutto su ciò che viene considerato “scorretto” (ho questa malattia). D’altro canto, trovo giusto che qualcuno si offenda. Come dire: se mia madre è morta e tu la sfotti davanti a me, ho tutto il diritto di prendermela.

    Tutti abbiamo catene psicologiche di qualche tipo. In particolare, la gente non afferra che per un musulmano scherzare su Maometto è peggio che sputare sul figlio. Non condivido, certo, ma comprendo. Ciò non significa che giustifichi vendette sanguinose, ma ci sono già le leggi per quello.

    In parole povere: il comico deve prendersi le sue responsabilità. Deve essere tutelato, come tutti, e a mio avviso non andrebbe mai e poi mai zittito, volgare o meno che sia. Ma non deve piangere se poi riceve critiche o qualche schiaffo. Fa parte del gioco…

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    1. Sì sono d’accordo. Anch’io adoro i comici più pungenti, diciamo così, e mi son posta la domanda sull’essere lecito scherzare su tutto per via delle molte discussioni nate intorno a certe battute, soprattutto e più di recente sullo stupro. Quello che volevo emergesse dalla mia riflessione è che si può valutare anche la qualità di una battuta “pesante”, non solo sentirsi colpiti dall’argomento.

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      1. Si può eccome! Anch’io mi trovo spesso a pensare che certe battute non fanno ridere, e non sono studiate in modo da far ridere. Servono soltanto a demonizzare. Ridicolizzare. Disprezzare. E chi ride, ride soltanto perché gode quando quel dato argomento o personaggio viene ricoperto di merda. Accade spessissimo nel mondo della satira in particolare, a mio avviso…

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