(Non solo) Cose giapponesi

In un periodo in cui sto cercando di approfondire la mia conoscenza sul Giappone attraverso lo studio della lingua, sono stata attirata più del solito da prodotti visivi giapponesi o incentrati su questa affascinante e complessa cultura. Sul sentiero di scoperta mi sono imbattuta anche in film e documentari di altri paesi orientali, altrettanto interessanti, e in show di dubbio gusto di cui non ho completato la visione, ma che mi riservo il diritto di rivalutare.

Per prima cosa ho visto Una lettera per Momo, film di animazione. Racconta la storia di una ragazzina che affronta la morte improvvisa del padre, portandosi dentro un gran senso di colpa per le ultime parole rancorose che gli aveva rivolto quando era ancora in vita. Di lui le rimane solo il ricordo e una lettera con queste parole: Cara Momo. La piccola non riesce a non pensare a ciò che il padre avrebbe voluto dirle, e solo l’incontro con dei demoni strani e pasticcioni riuscirà a dare una svolta alla sua malinconica routine.

La serie anime che ho scelto di vedere per intero (11 episodi) è The Great Passage. La storia raccontata, seppur molto semplice, racchiude diversi elementi-chiave della cultura giapponese. Majime Mitsuya è un ragazzo introverso e impacciato, che inizialmente lavora come rappresentante di una casa editrice. Viene poi “scoperto” dal reparto dizionari della stessa c.e. che decide di reclutarlo per la compilazione di un nuovo dizionario. La passione per le parole è la forza che porta avanti questo lavoro, che viene vissuto come una vera e propria missione: nell’oceano di parole dal quale siamo circondati e che a volte ci sommerge, i dizionari sono fari che ci permettono di trovare i modi per comunicare.

Il documentario WaShoku: Beyond Sushi parla della cultura alimentare giapponese. Vengono mostrati i principali alimenti e le bevende commercializzati in Giappone, questo tramite le interviste a diversi chef o ad altri lavoratori nel campo della ristorazione e del commmercio alimentare. È interessante e sorprendente anche qui vedere la dedizione con cui questi lavori vengono portati avanti, una dedizione che a volte somiglia a un’ossessione, ma che è di certo d’ispirazione per chiunque cerchi di realizzare un sogno.

Qualche riserva l’ho avuta su un film taiwanese dalle premesse molto promettenti, A Fish Out of Water: la storia di un bambino che sembra ricordare la sua vita passata e della sua “nuova” famiglia che deve affrontare la cosa. Ben più di qualche riserva, invece, per le serie tv Who Killed Daigoro Tokuyama?, Massage Detective Joe, Tokyo Girl e Fukuyadou HonpoA Kyoto Love Story, nonostante a queste ultime sento potrei dare una seconda chance.

Infine, non posso non citare il documentario Tashi and the Monk, sul monaco buddista che gestisce una casa di accoglienza per bimbi bisognosi in una regione dell’India al confine con la Cina. Un documentario commovente, semplice eppure di grande impatto che tutti dovrebbero vedere.

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