10 passi con Kafka sulla spiaggia

Mito di Edipo Il protagonista del romanzo di Haruki Murakami, Tamura Kafka, ha su di sé il peso di una profezia: ucciderà suo padre e giacerà con sua madre. È il mito greco di Edipo, raccontato da Sofocle nell‘Edipo re, tragedia a cui Murakami non aveva neanche pensato quando cominciò a scrivere Kafka sulla spiaggia. Ma i miti – come dice lo scrittore – parlano di storie antiche quanto e più dell’uomo, fanno parte del dna umano ed emergono con forza, coscientemente o meno.

Onirico Come quasi ogni romanzo di Murakami, anche questo racchiude in sé una buona dose di surrealismo e scene oniriche. Un uomo che parla con i gatti, pesci che piovono dal cielo, il fantasma di una ragazza che fa visita al protagonista durante la notte… Per l’autore non si tratta di fantasie: “For me the dreamlike is very real (per me l’onorico è molto reale)”. Il tempo si contrae e si dilata, le esperienze, tanto quanto gli oggetti, sono metafore delle nostre coscienze, la realtà è un enigma che ognuno ha il potere di risolvere a modo suo.

Oriente e Occidente Tutti i libri di Murakami mescolano cultura giapponese e cultura occidentale. Anche Kafka sulla spiaggia contiene località e luoghi del Giappone, come Takamatsu e i suoi santuari, concetti come quello di karma, cibi e oggetti della tradizione nipponica, come gli udon (tagliolini in brodo) e i futon (insieme di materasso e trapunta disposto sul pavimento), e riferimenti alla letteratura tradizionale, per esempio agli haiku (brevi poesie composte secondo precise regole). Ma allo stesso tempo trabocca di elementi della cultura pop occidentale, sui quali non manca di insistere con dovizia di particolari (mi riferisco alla moda e alla musica, ma anche a Johnny Walker e al Kentucky Fried Chicken).

Kafka, Franz Il nome dello scrittore praghese è presente in diversi modi nel romanzo: nel titolo, per cominciare, che è lo stesso di un quadro appeso nella biblioteca Komura, dove il protagonista abiterà per un po’, nonché quello di una canzone, ricca di simbolismo, oscura e affascinante, proprio come la prosa dell’autore ottocentesco. Kafka è il nome che Tamura decide di darsi quando scappa di casa, il suo alter ego si chiama Corvo e kafka (kavka) in ceco indica proprio un tipo di corvo.

Personaggi fuori dalla massa I personaggi creati da Murakami sono sempre persone piuttosto isolate, entrano in contatto con gli altri sottovoce, a poco a poco, lasciando una scia di sé come spiriti evanescenti. Sono lontani dalla massa e a volte non per loro scelta, come nel caso del secondo protagonista – Nakata – che in seguito ad un incidente in tempo di guerra ha dimenticato ogni cosa, persino come leggere e scrivere. Perché dare così tanto spazio a un outsider, è stato chiesto all’autore. “Perché Nakata mi piace. Penso che un autore debba avere un personaggio da amare incondizionatamente”.

Gatti Questi animali compaiono spesso nelle opere dello scrittore giapponese e in Kafka sulla spiaggia hanno un ruolo di particolare rilievo. Sono gatti parlanti (o almeno qualcuno riesce a comprende il loro linguaggio), a volte indifferenti, altre amichevoli, a volte folli, altre decisamente saggi. Murakami non ha mai nascosto il suo amore per loro.

Musica Un’altra sconfinata passione dello scrittore è la musica, in particolare quella classica, jazz e rock. In questo romanzo vengono citati numerosi artisti internazionali e alcune delle loro opere, che a volte fanno da semplice accompagnamento agli eventi, altre invece sono più protagoniste, nel trasmettere emozioni inaspettate e suscitare riflessioni sull’esistenza. Alcuni titoli: Kid A dei Radiohead, Il trio dell’arciduca di Beethoven, My Favorite Things di John Coltrane, The White Album dei Beatles, Dock of the Bay di Otis Redding, il Primo concerto per violoncello di Haydn, la Sonata in re maggiore di Schubert.

Anguille Tra i vari cibi che compaiono nel libro, le anguille sono di certo le più elogiate: piatto preferito di Nakata e dello stesso Murakami.

Pietra La cosiddetta “pietra dell’entrata” è un elemento misterioso e fondamentale della storia: la chiave di volta tra il mondo comune e un mondo altro, dove il tempo con ha alcuna importanza. Sulla copertina dell’edizione giapponese del libro compare una pietra decorata a simboleggiare la magica pietra dell’entrata. Nella realtà si tratta di un fermacarte che si trova sulla scrivania di Murakami.

Crescita Kafka sulla spiaggia è la storia di un ragazzo di quindici anni e del suo passaggio, travagliato e sofferto, dalla fanciullezza alla maturità. Non un Peter Pan che ha paura di crescere, ma un giovane uomo che vuole trovare la sua strada, affrontare il suo destino per conoscere la persona che potrebbe essere, per aprirsi a un nuovo mondo, quello dell’età adulta.
Ma non ho ancora capito che cosa significa vivere – dico. – Guarda il quadro – dice lui. – Ascolta il rumore del vento… Ne sei capace.

 

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