Il groviglio

L’anno scorso ho scritto questo racconto/poesia per esprimere la mia gratitudine verso la musica, vera compagna di vita, medicina senza contro-indicazioni. Il mio desiderio era che venisse accompagnato da illustrazioni, ma si sa, spesso i desideri non si avverano facilmente. E così eccolo qua: caratteri neri su una pagina bianca; semplice, spoglio, onesto.

Mi sono sempre sentita un groviglio
Mentre bramavo essere un giglio
Che rallegrasse per il suo colore
E inebriasse con il suo odore.

Come può un groviglio essere amato
Se non riesce neppure ad essere accettato?
Un groviglio deve sciogliersi per avere un senso
Per non perdersi nel suo labirinto immenso.

Un mattino mentre faccio colazione
Sento per caso una canzone.
Quelle parole danno voce miei pensieri
Quella melodia l’ho sognata ieri! (Extraterrestre – Eugenio Finardi)

Penso che io e quel cantante abbiamo lo stesso mood
Anche se lui è un uomo del Nord e io una ragazza del Sud.
Mi metto a canticchiare la canzone appena imparata
E all’improvviso mi sento meno aggrovigliata.

Presa dall’entusiasmo per la nuova scoperta
Quando parlo con gli altri sono meno all’erta.
Abbasso le difese e sorrido di più
Qualcuno inizia a chiedermi perché non mi senta giù.

“La musica, come l’arte, è una distrazione”, mi dicono convinti
“Non puoi vivere di fiabe, di note o di dipinti”.
Uno solo capisce che senza quelle note
Io non ho più senso e le mie giornate sono vuote. (Almeno tu nell’universo – Mia Martini)

Dieci, cento, mille persone non mi cambiano l’umore
Lui è l’unico per me… Che sia questo l’amore?
Come in una delle tante commedie americane
Noi siamo felici, mentre le bombe son lontane. (Incantevole – Subsonica)

Passano i mesi, poi gli anni e non è più come prima
Si è perso l’entusiasmo e anche un po’ di stima.
Lui si allontana, la storia è finita
Il groviglio di stringe, la vita è in salita. (Amore che vieni amore che vai – De André)

Mi sento sola anche in mezzo alla gente
Intuisco che della vita io non abbia capito niente.
Non può essere vero che se perdi qualcuno
Tutto ciò che rimane di te sia Nessuno.

Sto impazzendo, voglio solo fuggire
La musica divenuta rifugio, ma il dolore non può scomparire.
Mi dicono che il tempo curi tutte le ferite
Ma le cicatrici pulsano, non sono svanite. (Altrove – Morgan)

In un’altra città parlo una lingua diversa
Faccio nuove esperienze, mi sento un po’ meno persa.
Al lavoro incontro persone di tante nazionalità…
È questo il sapore della libertà?

Eppure le ingiustizie che vedo son tante
Il razzismo non è una leggenda, l’aria si fa spesso pesante.
E mentre verso l’ennesimo cappuccino
Guardo fuori e ripenso al mio destino. (Ma il cielo è sempre più blu – Rino Gaetano)

Il mondo va avanti anche senza di noi
Ma ho bisogno di motivi per vivere e ognuno dei suoi.
Qualcuno crea cibi per vocazione
Io – un po’ mi vergogno – ho solo una canzone.

Niente di eclatante o di speciale
Un groviglio, questo è normale.
Interpreterò la parte della madre e mi dirò:
“Anche un groviglio può avere un senso”, allora capirò. (A modo tuo – Elisa)

Con costanza e impegno darò forma a quell’idea
E nel farlo non mi chiamerò più babbea!
Correggerò alcuni difetti dissonanti
Altri li terrò cari più dei diamanti. (La cura – Battiato)

Non bramo i riflettori né la celebrità
Quel che voglio è celebrare la mia umanità.
Nel sentire e nel dare io divento unica
E quando un po’ mi perdo, c’è sempre lei: la musica.

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