Nuovo Liebster Award

Il Liebster Award è un premio assegnato ai blogger dai blogger, un modo piacevole per conoscere nuovi blog e contemporaneamente gli autori che si celano dietro di essi. Sono molto contenta di essere stata nominata ancora e ringrazio per questo Fairylove, di Un libro per la testa.

Rispondo subito alle sue domande.

La vostra vacanza ideale. Mare, Montagna o altro? Un viaggio on the road, alla scoperta di città e luoghi inesplorati.

Il vostro romanzo preferito, quello del cuore? La storia infinita, di Michael Ende, che ho letto a 11 anni assieme a mia sorella.

Un romanzo che detestate? Non ce n’è uno, ma direi i romanzi rosa in generale.

Dolce o Salato? Ogni gusto ha il suo perché, ma non mi piacciono gli eccessi.

Potete entrare nel mondo di uno dei vostri libri preferiti. Quale scegliete? Gran Burrone (Terra di Mezzo).

Pausa relax, cosa preferite tra Caffè o Tè? Tè e infusi di tutti i tipi.

Che animale vi caratterizza? Il porcospino.

Un viaggio che volete assolutamente fare almeno una volta nella vita? In Giappone.

Il lavoro dei vostri sogni? Superstar e benefattrice (se posso sognare, perché non farlo in grande?)

Stagione preferita? L’autunno.

Cosa collezionate? Brutte figure!

Poi, ecco 11 cose random su di me:

  1. porto spesso le scarpe da ginnastica, nonostante sia la persona meno sportiva che conosca
  2. sono nata nel 1980
  3. ho una predilezione per il colore verde
  4. non ho ancora assaggiato la torta sacher
  5. ho scritto un libro che probabilmente non sarà mai pubblicato
  6. mi piace lo zenzero, ma non quello marinato della cucina giapponese
  7. faccio parte della congrega dei Corvonero
  8. amo l’Irlanda
  9. il mio Doctor preferito è il decimo
  10. invidio chi ha talento nel disegno
  11. avrei voluto un fratello

And the winners are

Take a book and drink a coffee with me

Il buon vecchio libro

Misunderstood Philosopher’s Library

NerdSaraiTu

La campana di vetro

Ho visto un film

CandidaNoise

The Anglophile Corner

Radical Ging

Fior7ella

Burabacio

Questi sono gli 11 blog scelti per il Liebster Award October 2017 Edition! Se qualcuno di voi nominati volesse continuare la tradizionale staffetta di questo premio, ricordi di citare il blog nominatore, rispondere alle 11 domande (che non ho ancora fatto), scrivere 11 cose di sé, premiare altri 11 blog e infine porre 11 nuove domande.

Le mie domande per voi sono:

  1. Avete un profumo/odore preferito?
  2. Un gioco della vostra infanzia.
  3. Qual è il senso della vita?
  4. Supereroe o anti-eroe?
  5. Romanticismo è…
  6. La vostra ultima invenzione.
  7. Quale romanzo secondo voi ha il finale sbagliato?
  8. Qual è l’ultimo film che avete visto al cinema?
  9. È sempre meglio la sincerità?
  10. Tè con Oscar Wilde o drink con Charles Bukowski?
  11. Com’è nato il nome del vostro blog?
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giveaway, illustrazioni e progetti estivi

buongiorno alieni! il mese scorso ho lanciato su questo blog il mio primo giveaway, nel quale ho messo in palio due bei libri: senza sangue, del famoso alessandro baricco, e il primo viaggio di selene tra le stelle, del nuovo autore alessandro frailis. ho pensato tanto se essere sincera e dire com’è andata davvero, e ovviamente, visto la premessa, ho deciso di esserlo. il giveaway è stato un immenso, stratosferico flop. nonostante le visualizzazioni al post non siano mancate, solo 2 persone hanno partecipato. sì, non due persone nel senso di 4 gatti, ma proprio 2 di numero! ecco, io non ho problemi a fare l’estrazione tra queste due persone e regalare i libri, anzi mi fa piacere, ma vorrei capire perché nessun altro ha partecipato. sarà perché chiedevo di inserire un indirizzo email? o perché non interessavano i libri? o dovevo fare più spam? mah.

comunque, bando alle ciance e ciancio alle bande, la vincitrice è… Loredana! mi dispiace per l’altra impavida concorrente, grazie per aver partecipato. per te posso pensare a un bel premio di consolazione. Loredana è stata contattata privatamente e riceverà i suoi libri non appena mi sarà possibile spedirli, credo abbastanza presto. intanto colgo l’occasione per pubblicizzare la sua pagina facebook, perché si dà il caso che Loredana sia una bravissima artista. potete vedere due sue illustrazioni proprio qui, ad abbellire questo semplice post di “comunicazioni di servizio”.

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in questo periodo ho pensato anche al futuro del blog e se eventualmente apportare delle modifiche. per il momento l’unica novità è che cercherò di scrivere quattro racconti per ognuna delle quattro settimane di agosto e ogni racconto sarà abbinato ad un colore: rosso, blu, giallo e nero (non so se in quest’ordine). fatemi sapere se voleste tentare la mia stessa missione

ci leggiamo presto!

stand up comedian del mio cuore

gli stand up comedian, ovvero i comici “che fanno gli spettacoli in piedi”, sono una categoria di attori poco nota rispetto ai grandi divi di hollywood, ma negli anni hanno conquistato un pubblico sempre più vasto anche qui in italia.

ovviamente esistono pure quelli di nazionalità italiana, che molto spesso, quando sono veramente bravi, sono anche o principalmente attori di teatro/cinema. quelli che elencherò di seguito sono americani e inglesi (più un australiano), perché si dà il caso che siano proprio loro i miei preferiti.

uno dei primi che ho conosciuto in modo approfondito e al quale mi sono affezionata è BILL HICKS. bill era degli stati uniti del sud, fece la sua prima gig all’età di 13 anni, quando si trasferì a los angeles l’alcool e la droga entrarono a far parte della sua vita e ci vollero diversi anni perché si liberasse da queste schiavitù e risorgesse come uomo e come comico. questa definizione – comico – per lui è particolarmente limitata, perché nei suoi spettacoli non si limita a sfoderare il suo umorismo, ad usare la satira per compiere una delle più oneste critiche della società (quella americana in primis), ma cerca di risvegliare le coscienze, ottenebrate dalla manipolazione dei potenti e dei mass media. nelle sue parole troviamo quindi critica sociale e anche filosofia e metafisica. la sua morte per cancro, a soli 32 anni, è stata una tragedia e una grossa perdita, ma non è stata una vera morte, lui lo confermerebbe. I left in love, in laughter, and in truth, and wherever truth, love and laughter abide, I am there in spirit.

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un altro dei miei preferiti, l’ultimo in ordine di tempo, è un comico statunitense abbastanza acclamato che non sono riuscita subito ad apprezzare, ma sul quale mi sono ricreduta: LOUIS C.K.. la sua satira nasce principalmente dall’osservazione della vita quotidiana, da situazioni comuni in cui ci si può facilmente immedesimare, e da riflessioni assurde quanto sincere in modo disarmante. mi piace la sua malinconia, la sua intelligenza e la sua capacità di superare, candidamente, qualsiasi limite.

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sul versante europeo, o meglio britannico, sul mio personale podio ci sono i due attori e stand up comedian EDDIE IZZARD e RICKY GERVAIS. del primo amo i monologhi “a flusso”, che spaziano da un argomento all’altro con uno stile immaginifico, spesso surreale, accompagnati da una fisicità altrettanto originale e incisiva. del secondo apprezzo soprattutto il suo modo di mettere alla prova il mio senso dell’umorismo, quando affronta nelle sue gag argomenti taboo, ma ancor di più quando spinge il pedale del cinismo e mi chiedo se andrò a sbattere contro un muro e, ridendo, mi sfracellerò.

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alla fine di questa top 5, che non vuole essere una classifica, c’è il comico e musicista australiano TIM MINCHIN. di lui amo solo una cosa: tutto. suona con maestria il pianoforte, canta con trasporto, i suoi testi sono ironici ed ingegnosi, nei suoi spettacoli parla al pubblico in modo onesto e riesce con naturalezza a divertire, sorprendere e far riflettere. inoltre è rosso, che non guasta mai.

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only a ginger can call another ginger “ginger”!

 

#errori nell’imparare una lingua straniera

1 iniziare dalla grammatica 
spesso è il sistema scolastico ad imporci questa consuetudine, ma possiamo integrare, anche da soli, lo studio della grammatica con modalità meno “formali” di apprendimento, come l’ascolto di brani, la visione di film o notiziari, la conversazione tramite chat virtuali o non.

2 fermarsi all’uso senza studiare anche la grammatica
anche limitarsi all’ascolto, alla lettura di articoli o racconti e alla conversazione spicciola, non sarà sufficiente a renderci realmente competenti; se vorremo non solo farci capire ma anche esprimerci al meglio, dovremo aprire il libro di grammatica (e leggerlo attentamente).

3 non seguire il meccanismo “naturale”
qualsiasi sia l’input linguistico ricevuto, il modo migliore di elaborarlo per il nostro cervello è partire da una visione d’insieme per capire il senso generale, per poi passare a un’analisi dei particolari e sintetizzarne i significati e le funzioni; l’uso ripetuto ma anche la riflessione su quanto appreso fisseranno il tutto nella nostra mente.

4 non considerare tutti gli aspetti della comunicazione
quando si studia un’altra lingua a volte si dimentica che essa fa parte di una cultura, con valori e consuetudini propri (per quanto riguarda l’inglese, questo aspetto si è perso perché è diventata una lingua “globale”, ma ci saranno sempre differenze tra l’inglese britannico, quello americano, quello indiano ecc.); una comunicazione davvero efficace dovrebbe basarsi anche su queste conoscenze, sull’intonazione, sulla gestualità.

5 aver paura di sbagliare, di fare “brutta figura”
non solo sbagliare è normale, è anche utile: se si riflette sull’errore e si capisce il meccanismo che l’ha generato, è più facile correggersi e non ripeterlo all’infinito.