♥ british tv series ♥

The Hitchhiker’s Guide to the Galaxy (fantascienza umoristica)

la guida galattica per gli autostoppisti, famosa trilogia in cinque atti dello scrittore douglas adams, è stata anche una serie tv in 6 episodi trasmessa dalla bbc nel 1981. una serie imperdibile per tutti gli appassionati della saga di arthur dent alle prese con la fine del mondo, ma anche per tutti gli amanti di quel genere che unisce alla sci-fi un’abbondante dose di ironia.

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  • l’attore che diede la voce a marvin, il robot depresso, ha interpretato eldane, il siluriano verde in…

Doctor Who (fantascienza, avventura, fantastico, commedia, dramma)

la serie tv più longeva della storia. il dottore, signore del tempo, viaggia sul tardis nelle diverse epoche e fino ai confini dell’universo; spesso, nelle sue avventure, risolve problemi e salva la razza umana dall’estinzione. chiunque l’abbia vista ha sognato di essere il suo prossimo compagno di viaggio.

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  • la dodicesima incarnazione del dottore, peter capaldi, è il rivale del protagonista in…

Fortysomething (commedia drammatica familiare)

se dr house non fosse stato un cinico, misogino, tossicodipendente. eccolo vivere una tipica crisi di mezza età: sente le voci, non fa sesso con sua moglie, e deve cavarsela con i suoi tre figli e un collega medico che fa di tutto per andargli contro. vale la pena vedere la serie anche solo per hugh laurie e il resto del cast.

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  • il figlio maggiore, nientemeno che benedict cumberbatch, è il protagonista indiscusso in…

Sherlock (giallo, commedia, dramma)

ha bisogno di presentazioni? il detective più famoso della storia, nato dalla penna di sir arthur conan doyle, rivisitato – magistralmente – in chiave moderna. puntuali riferimenti al canone, ottima regia e recitazione (mitico martin freeman nei panni di john watson), azione ed introspezione: per me, assolutamente perfetto.

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  • l’attrice katherine parkinson, che qui ha un piccolo ruolo nell’episodio 2×03, interpreta jen in…

It Crowd (sitcom nerd)

le giornate passate in uno scantinato, che è il reparto informatico di un’azienda, due nerd sfigatelli si ritrovano a stretto contatto con una ragazza, loro nuovo capo, che non ha idea di cosa sia l’internet. la nerditudine come stile di vita, prima di the big bang theory. personaggi indimenticabili e momenti esilaranti.

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  • qui utilizzato più volte per la sua voce seducente, l’attore peter serafinowicz è l’uomo “ruba fidanzate” in…

Spaced (sitcom comico-grottesca)

un ragazzo e una ragazza, entrambi con qualche problema sentimentale e molti dubbi sul futuro, fingono di essere una coppia per prendere in affitto un appartamento che possano permettersi. protagonista il grande simon pegg, nella versione nerd “spinta” di fumettista squattrinato. divertente, tenero, assurdo.

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  • qui vediamo un cameo dell’attore john simm (il noto “maestro” di doctor who), che invece è il protagonista in…

Exile (thriller psicologico, dramma)

mini-serie imperdibile per gli amanti del genere. racconta la storia di un uomo che indaga sul passato di suo padre, affetto da alzheimer (jim broadbent, il maestro di pozioni ad hogwarts), e che nasconde un’intricata rete di corruzione e bugie. una sceneggiatura brillante accompagnata da interpretazioni straordinarie.

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  • la sorella del protagonista, la brava olivia colman, interpreta la detective sergente ellie miller in…

Broadchurch (thriller, dramma)

david tennant è uno scontroso detective giunto in un piccolo centro marittimo scosso da terribili crimini. la serie si concentra su due casi, uno di omicidio e l’altro di stupro, raccontati con estremo realismo e profondità psicologica. un piccolo gioiello che mixa le giuste dosi di investigazione e dramma, e tiene vivo l’interesse fino all’ultima immagine.

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  • l’attrice jodie whittaker, qui presente in tutte le tre stagioni della serie, la troviamo nell’episodio 1×03 di…

Black Mirror (distopico, fantascienza, thriller psicologico, satira, dramma)

se ancora dovesse aver bisogno di presentazioni, è una serie antologica sul tema delle nuove tecnologie. ogni episodio indaga, con un suo stile, le conseguenze dell’uso e dell’abuso delle tecnologie e i risultati, spesso drammatici,  della loro influenza sulle nostre vite. intelligente ed emotivamente difficile da digerire.

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  • faye marsay, che troviamo nell’episodio 3×06, interpreta un piccolo ruolo in…

My Mad Fat Diary (commedia drammatica adolescenziale)

la storia di una ragazza sovrappeso e con forti problemi di autostima che cerca a modo suo di affrontare la vita, tra amicizie, impegni scolastici e familiari, amore e cambiamenti. ambientata negli anni ’90 e con uno stile del tutto originale, è una delle migliori serie tv sugli adolescenti, che coinvolge anche gli adulti.

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quali ti ispirano? e quali invece non sono nella lista e mi consiglieresti?

 

 

 

progetto primavera #9

questa domenica torno con il progetto primavera (la verità è che considero anche il post della settimana scorsa come parte del progetto, nonostante il particolare positivo lì sia un po’ difficile da scovare, quasi da “sentire” tra le righe).

quindi, se ancora non lo sai, ti parlo di un fatto, anche piccolo, della settimana che mi abbia fatto rifiorire come un bocciolo di rosa nel mese di maggio, o rincuorato come un caldo raggio di sole nell’aria frizzantina.

l’istantanea di oggi riguarda un evento a cui ho partecipato un paio di giorni fa: un laboratorio di poesia e scrittura creativa, nato all’interno di un progetto che si chiama “vita nella città”, dedicato alla riscoperta degli ambienti cittadini – della mia cagliari – e alla condivisione di spazi ed esperienze tra persone di culture differenti.

si tratta un’iniziativa che non posso non ammirare e sostenere. nello specifico, il laboratorio di scrittura, nella sua semplicità, è stato divertente e stimolante, ha messo in moto l’immaginazione e ha permesso di confrontarci, attraverso le parole – in lingue diverse – sulla nostra peculiare percezione dei luoghi, su quanto mettiamo di nostro, di intimo spesso, nel vocabolario che scegliamo per descrivere e raccontare ciò che ci circonda. un’occasione per conoscere le nostre diversità, le caratteristiche personali di ognuno, ma anche – sempre – le cose che tutti noi abbiamo in comune.

il laboratorio è stato una bellezza non solo per la tematica in sé, lo è stato per l’atmosfera piacevole che si respirava tra tutte le persone che hanno partecipato, e per ultimo – ma non per importanza – per il luogo in cui si è svolto: l’orto botanico della mia città (di cui puoi vedere un dettaglio nella bella foto di floriana sanna), un piccolo paradiso verde, che trasmette una grande pace.

Vita di un ribelle

No, non vi racconterò la vita di Doddore Meloni, indipendentista sardo arrestato il mese scorso nel “giorno della Sardegna”, anche se sarebbe interessante farlo. Quest’anno, ad essere ricordato in quella giornata, è stato un personaggio del Risorgimento italiano, un sardo che ha voluto fortemente l’unità d’Italia, ma ha dedicato la sua lotta politica in gran parte alla sua terra, la Sardegna appunto, che è anche la mia.

18278736_1866157610339004_7701362569806674077_oParlo di Giorgio Asproni. A lui è dedicato il libro Giorgio Asproni – Vita di un ribelle, edito da Palabanda Edizioni e scritto da Arianna Onidi.

Il libro racconta in prima persona le tappe fondamentali della sua vita, dalle origini nel cuore della Barbagia all’attività politica nel parlamento del Regno d’Italia, dall’amicizia con Mazzini all’avversione per Cavour, dal ruolo di canonico alla partecipazione alla spedizione dei mille, fino a quella nella massoneria.

Si tratta di un libro divulgativo, adatto alle scuole, ma scritto quasi come un diario, che porta facilmente il lettore fra le trame di quell’importante periodo storico. Vediamo uno spaccato della realtà sarda dell’epoca, le sue usanze e i suoi problemi, e vediamo tutto il fervore del cambiamento, attraverso gli occhi di un uomo. Così ci sembra quasi di conoscerlo, Giorgio, animato dagli ideali di libertà, unità ed integrità morale: un uomo di altri tempi.

Bello pensare che la ribellione nella sua vita scaturisse da un rifiuto perentorio della corruzione. Si ribellò in primis al suo ruolo nella Chiesa per poter praticare la politica, e poi si ribellò al governo, per promuovere democrazia e giustizia. Più di ogni altra cosa, Asproni promosse l’istruzione libera per tutti, perché – come diceva – libertà e conoscenza vanno sempre a braccetto.

Altri racconti della sua vita, o di quello che accadeva attorno a lui e che in qualche modo lo coinvolgeva, dipingono man mano un ritratto umano di quella che altrimenti sarebbe una figura storica bi-dimensionale. Il racconto della partecipazione attiva nel Risorgimento di alcune donne da lui stimate, il profondo valore dato al giornalismo come mezzo di diffusione d’idee, il duello alla pistola voluto per essere stato diffamato: sono tutti pezzi del puzzle che fu la sua vita.

È una buona occasione questa lettura, per i ragazzi, di apprendere in modo diretto e scorrevole un pezzo di storia italiana, e anche per gli adulti, di attivare uno sguardo riflessivo su quell’epoca e sul concetto stesso di ribellione.

di giorni malinconici e primavere che avanzano

questa settimana un post anomalo, per dimostrare come anch’io, nonostante una tendenza innata ad organizzarmi e mettere ordine, possa seguire il flusso ed improvvisare.

sono stati giorni abbastanza produttivi: ho iniziato a dedicarmi a un nuovo lavoro, ho letto tanto, ho scritto, sono stata all’associazione per cui faccio volontariato (e che aiuta principalmente me, a sentirmi un po’ più utile), mi sono persino tagliata i capelli, evento diventato quasi eccezionale.

in tutto questo mi dispiace ammettere di essermi portata dietro la mia consueta malinconia e qualche sprazzo di inquietudine. la vita che evolve e la primavera che avanza, con i suoi pollini trasportati dal vento incessante e il sole che a momenti mi scotta la pelle chiarissima, non sono riuscite a sbrinare il mio animo.

la sensazione è quella di stare in un deserto nel quale le oasi sono i tipici miraggi. quando cerco di afferrare qualcosa, quello evapora tra le mie dita, lasciandomi stordita. resta solo la musica, unica compagna, che sempre, puntualmente, solleva i macigni interiori e mi permette di vagare leggera, in una dimensione nascosta alla vista.

Dandelion – qual è il tuo desiderio?

Questa raccolta di racconti, edita da Nativi Digitali, è il risultato di un concorso della community del Writer’s Dream (forum ben noto agli appassionati e ai professionisti del campo editoriale, di cui anche io faccio parte). Il nome del concorso ha dato il titolo a questo libro: Dandelion. Si tratta del fiore tarassaco, comunemente detto dente di leone o soffione, per tradizione legato ai desideri, e proprio a questo tema sono ispirati i dodici racconti dell’antologia. Ci tengo a dire che metà del ricavato delle vendite sarà devoluto in beneficenza.

La prima cosa ad avermi colpito nella lettura è stata la qualità molto alta dei racconti, soprattutto nella prima metà del libro. Nella seconda parte ho avuto l’impressione che sarebbe stato necessario un po’ di editing in più, per curare nel dettaglio la punteggiatura e alcuni passaggi narrativi: in questo modo la raccolta sarebbe stata più che notevole e al livello di molti testi di grandi autori. Il libro resta comunque molto piacevole da leggere, vario, intrigante, mai noioso.

Ci sono i racconti horror, in cui compaiono demoni a volte fin troppo umani (Nel buio, Occhi di ametista testa di corvo, La vite rossa); quelli fantasy dal sapore di fiaba, talvolta dolce, talvolta amara (La storia dell’uccello dalle piume di mille colori, Sidera, Il volo delle aquile). Ci sono i racconti di fantascienza nei quali si tirano in ballo la fisica quantistica, l’eugenetica o la guerra “razziale” di uomini contro androidi (La pistola con centomila pallottole, Il caso Peiz, i miei preferiti, Deus ex machina); e poi quei racconti che potrebbero definirsi di realismo magico, che ci immergono nel mistero di un deserto, di un’antica tomba egizia o di una villa piena di oggetti provenienti da tutto il mondo (Il vortice, La camera segreta, La stanza).

Come ho detto, è difficile annoiarsi sfogliando Dandelion, e a volte ci si ritrova pure a riflettere. Il filo rosso è quello del desiderio: istinto che dà vitalità e motivazione, ma che può condurre alla dannazione, che può travolgere fino ad ossessionare e far smarrire le menti per eccesso di avidità ed egoismo. Un istinto puramente umano.

Ora immagina di avere questo fiore tra le mani e pensa se avesse davvero il potere di realizzare ogni tuo desiderio… Soffia!

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progetto primavera #7

ok, ammetto di essermi già stufata del progetto primavera. credo che in generale sia più facile stancarsi delle cose a cadenza regolare, che diventano abitudini o, peggio, costrizioni (anche auto-imposte, come in questo caso).

nonostante ciò, ho qualcosa da condividere anche questa settimana. non si tratta proprio di un momento di pura gioia ma di una sensazione di sollievo. immaginate di avere una cinquina di problemi di salute “medi” – fortunatamente ben lontani dalla sclerosi multipla e certamente più importanti di un’unghia incarnita – e ad un tratto vi si prospetta l’ipotesi di una malattia più grave, quella malattia che solo a nominarla provoca una reazione pietosa alla barbara d’urso. ecco, dopo mesi di analisi, visite e accertamenti, nonché lunghe attese di responsi, viene fuori che no, quel male non è germogliato nel vostro corpo.

#7 beh, mi concedo un sospiro di sollievo. 

quando i mostri e i morti non fanno paura

in questi primi quattro mesi dell’anno ho visto ben pochi film rispetto al mio solito e ho notato anche una maggiore difficoltà ad avere facili entusiasmi, cosa che potrebbe essere buona, a seconda dei punti di vista. ci sono stati comunque due film che hanno attirato la mia attenzione e che potrebbero rientrare nella mia personale classifica di film belli e strani, anzi belli proprio in quanto strani.

large_large_9bdjz7b4wdjul0kvu42yfegqzypil primo è swiss army man [uomo-coltellinosvizzero]. è il debutto al cinema dei registi daniel scheinert e daniel kwan (insieme conosciuti come daniels), una commedia un po’ folle che passa dall’assurdo al profondo con leggerezza, come una melodia di ukulele. hank (paul dano) è bloccato su un’isola deserta e ha perso ogni speranza di tornare a casa. un giorno tutto cambia quando un cadavere di nome manny (daniel radcliffe) compare sulla riva. i due diventano sorprendentemente e velocemente amici e compiono assieme un’avventura epica che porterà hank dalla donna dei suoi sogni e ad una consapevolezza tutta nuova. il film crea un’atmosfera quasi fantastica, ma svela man mano due personaggi con sogni e paure molto reali. i due attori sono perfetti nel dare il giusto equilibrio tra umorismo ed emotività; il risultato è un film che parla della vulnerabilità umana e dei rapporti tra le persone in modo surreale, divertente e del tutto originale.

1490027860_a-monster-calls-2016il secondo film è a monster calls [un mostro chiama – sette minuti dopo la mezzanotte], un dramma visivamente spettacolare del regista j.a. bayona, tratto dal romanzo omonimo di patrick ness. il dodicenne conor (lewis macdougall) si ritrova ad affrontare la grave malattia della madre (felicity jones) che la rende sempre più debole. il padre è lontano e la nonna (sigourney weaver) non sembra essere molto empatica col nipote; inoltre a scuola il ragazzo si scontra spesso con un bullo, ma non riesce a reagire. una notte, esattamente alle 12.07, compare alla finestra della sua stanza un mostro dalle sembianze di un antico e massiccio albero (a cui dà voce e movimento l’attore liam neeson). sarà proprio il mostro a diventare il primo alleato di conor, mostrandogli cosa sia la fede, il coraggio e la verità.

due film sulla vita e sulla morte molto diversi tra loro, ma entrambi potenti e fantasiosi antidoti alla paura.

progetto primavera #6

l’istantanea positiva di questa settimana (qui puoi scoprire la scorsa) riguarda profondamente me, il mio mondo interiore ed è un qualcosa che ha sempre fatto parte della mia vita. ci sono stati periodi a volte anche lunghi (e penso ce ne saranno altri) nei quali l’ho messa da parte, ma mai e poi mai potrei rinunciare a lei. spesso nei momenti più bui è stata un’amica e una vera ancora di salvezza. ha accolto le mie lacrime e le mie speranze, le mie ossessioni e le mie fantasticherie. con lei posso essere me stessa e, a volte, anche qualcuno di migliore. sto parlando di lei…

#6 la scrittura

pochi giorni fa mi son ritrovata con il pc spento e un’idea che scalciava in testa, ma che non riusciva proprio a prendere forma. ho preso carta e penna e in quello stesso istante l’idea si è tramutata in parole, che sono fluite sulla carta direttamente da me, non so neanche io come. c’è la possibilità che non fosse un’idea geniale e che quelle parole non fossero perfette, ma sono sicuramente mie e scriverle mi ha fatto stare bene.

ecco il momento che più voglio ricordare di questi giorni: la sensazione provata con la penna in mano e quel foglio bianco davanti a me, che in breve è diventato qualcos’altro, pasticciato e potenzialmente sensato.

c’è qualcosa che ti fa sentire così? qual è stato il tuo momento della settimana?

King, non solo It

Non ho letto molti libri di Stephen King, ma posso dire con onestà che reputo questo autore uno dei migliori scrittori contemporanei. A volte la sua grande popolarità e il sorprendente numero di romanzi (e altri lavori) pubblicati all’anno, gli hanno procurato una nomea non troppo lusinghiera. Nonostante questo, basta leggere alcune delle sue opere per rendersi conto di trovarsi di fronte a un professionista e ad un uomo dall’animo profondo e dalle mille sfaccettature.

King è noto soprattutto come re dell’horror, ma ha scritto tantissime storie in cui questo genere trova poco o nessuno spazio, in cui prevale il fantastico o il dramma totalmente umano. Come mi è già capitato di dire qui, è questo il King che preferisco per un puro gusto personale, ma non escludo affatto che ogni suo lavoro derivi da un’accurata, minuziosa analisi della psiche umana, delle sue emozioni, delle sue debolezze e paure, elemento che arricchisce le stesse storie dell’orrore con risvolti bel più terrificanti del mostro o demonio al di fuori di noi.

È questo elemento a rendere le sue opere così verosimili e coinvolgenti, sia laddove il fattore paranormale sia imprescindibile – come ne La zona morta o Il miglio verde – sia in quei racconti che sono poco più di uno spaccato di vita normale – come Il corpo (da cui è stato tratto il film Stand by me) o Colorado Kid.

Ovviamente in quasi tutte le storie di King vi è un elemento di mistero, che ha il ruolo di motore della storia. In Stand by me è la sparizione di un ragazzo in una piccola città che dà il via alla ricerca del presunto cadavere da parte di un gruppo di quattro ragazzini; in Colorado Kid è il caso irrisolto di un uomo senza vita che viene ritrovato su una spiaggia, sul quale per tanti anni investigano due appassionati reporter. Ce lo dice lo stesso autore nella post-fazione dell’opera: il punto questa volta non è raccontare una storia lineare, non è svelare la soluzione del mistero; il punto è il mistero stesso, è l’attrazione delle persone verso quel mistero, istintiva e irresistibile.

In pratica ogni essere umano vive immerso nel mistero dell’esistenza. Perché siamo qui? Come inizia e come finisce tutto questo? Non riusciamo a rispondere a queste domande, ma forse troveremo qualche altra risposta nel frattempo, o impiegheremo le nostre vite nello slancio della ricerca. King racconta benissimo questo slancio, le sue opere sono pregne di umanità e persino un cadavere del Colorado arriva a trasmetterci qualcosa, con i suoi indizi assurdi e i brandelli di vita che ha lasciato dietro di sé.

Ma c’è un altro elemento che King pone spesso al centro della scena: la scrittura stessa e il piacere/la necessità di raccontare. In Stand by me la voce narrante è quella del protagonista ormai diventato adulto, il ragazzino che si mette sulle tracce del cadavere e che ama raccontare storie ai suoi amici; è diventato uno scrittore.     In Colorado Kid sono due anziani reporter a raccontare l’enigma del corpo sulla spiaggia a una giovane leva del giornalismo. Quella è la loro storia, il loro mistero, e giunti ormai al tramonto delle loro vite senza aver trovato la soluzione, non gli resta che “passare il testimone” a qualcun altro che possa continuare quel tipo di ricerca, con la stessa curiosità e la stessa grande passione. Lo stesso lettore può così cimentarsi nella creazione fantasiosa di soluzioni possibili (o anche impossibili!).

Detto questo… sono davvero tanti i libri di King che vorrei leggere e, aggiunti a tutti gli altri e a tutte le altre cose da fare, non so se una vita basterà!                                     A te piace questo autore? Quali sono secondo te i suoi libri più belli?