A Nerdish Christmas Carol – Il mio Canto di Natale

A volte penso che non sarebbe male essere come Scrooge, uno stronzo tirchio pieno di soldi che, una volta rinsavito e in seguito a uno slancio di incredibile generosità, si ritrova circondato dall’affetto di un nipote fino al giorno prima trattato a pesci in faccia e di un impiegato – e famiglia – trattato in modo anche peggiore. Siano benedette le seconde possibilità, e le terze, e le quarte, che tanto non si smette mai di sbagliare (e di imparare).

Io stessa, la notte della Vigilia di Natale, ho ricevuto la visita di tre fantasmi. Ma, non essendo semplicemente una stronza cinica tirchia piena di soldi, ciò che mi hanno mostrato ha qualche sottile differenza con le visioni del vecchio Scrooge, e la lezione, ugualmente importante, è forse un po’ più difficile da imparare.

Michael JacksonIl fantasma del Natale passato era una figura luminosa, vestita elegantemente di bianco. Una chioma corvina incorniciava il suo viso pallido e il suo sguardo esprimeva molta dolcezza, ma anche altrettanta malinconia. Quando mi ha parlato, dicendomi “you are not alone”, non ho avuto più alcun dubbio: si trattava di Michael Jackson. Mi ha catapultato negli anni ’80, quando passavo il Natale dai miei nonni, assieme agli zii e alle cugine, e a un gatto cicciotto e pelosone che non riuscivo mai ad accarezzare. Con gli occhi da adulta ho visto delle cose che da piccola non avrei mai potuto capire, e credo che il bello di quei tempi sia proprio questo, essere avvolti dalla magia e credere che tutto sia possibile, che l’amore sia la normalità e che le famiglie debbano restare sempre unite, qualsiasi cosa accada. Il mio distacco dalla realtà si manifestava già in quegli anni. Mentre giocavo e cantavo con mia sorella e le mie cugine “we are the world, we are the children”, non pensavo che sarei realmente diventata una adulta, che avrei dovuto anch’io dare il mio contributo alla società. Pensavo ad un mondo invisibile, alle avventure che avremmo potuto vivere e alla musica, che rendeva sempre tutto più bello.

d932e231d92179fab92bbccc38b04041-christmas-gift-exchange-games-robin-williamsSulle note di Santa Claus is coming to town, il fantasma di Michael Jackson è scomparso e al suo posto, poco dopo, è apparso un uomo vestito da Babbo Natale: il fantasma del Natale presente. Mi sorrideva, ma i suoi occhi avevano un velo di tristezza. Nonostante il suo viso fosse in parte nascosto dal cappello e dalla folta barba bianca, ho impiegato un solo istante per riconoscerlo: era Robin Williams. Dopo averlo abbracciato forte per diversi secondi, piangendo come una scema, è iniziato il nostro viaggio, attraverso le case delle persone che occupavano i miei pensieri quella notte della Vigilia. Con ben poco stupore ho potuto vedere che pochissime di quelle persone mi hanno dedicato un pensiero a loro volta, un pensiero fugace e luminoso, come una stella cadente.

Allora forse sono anch’io come Scrooge – ho pensato – e c’è qualcuno che mi vuole bene NONOSTANTE tutto, nonostante i miei momenti da asociale, quelle volte in cui prendo tutto troppo sul serio, e tutte quelle occasioni in cui non riesco ad esprimere me stessa come vorrei e a trovare un canale di comunicazione autentico. “Ho sempre pensato che la peggior cosa nella vita fosse restare soli. Non lo è. La peggior cosa è stare con persone che ti fanno sentire solo.” Robin ha detto questa frase mentre eravamo in visita nella mia stessa casa, osservando me e i miei familiari più stretti festeggiare la Vigilia di quest’anno. Capisco cosa volesse dire, ma non provavo esattamente la stessa cosa in quel momento, anzi. È stato proprio allora che ho sentito quanto sia fortunata a poter essere me stessa con la mia famiglia e con le persone che mi sono in qualche modo vicine, persone diverse da me e imperfette come me, che decidono, per qualche motivo, di non spezzare il filo che ci unisce.

p16naujavee8q1pu51q2279e8o80_47298Mentre ero intenta in questi ragionamenti e osservavo me stessa trascorrere i primi momenti del giorno di Natale in compagnia di Neil Gaiman e dei personaggi di Nessun Dove, il fantasma di Robin Williams era sparito. A quel punto sapevo cosa aspettarmi: la visita della Morte, il fantasma del Natale futuro, che senza proferire parola mi avrebbe mostrato la mia fine, sofferente e solitaria. Non è andata proprio così. Al mio fianco ho trovato un uomo anziano, vestito con un abito scuro di altri tempi. Aveva pochi capelli bianchi, indossava degli occhiali da vista tondeggianti e portava con sé una piccola pipa in legno. “Chi sei, Sherlock Holmes?”, gli ho domandato stupita. Lui mi ha risposto con un’altra domanda: “Pensi avrebbe senso ricevere la visita del fantasma di un personaggio di fantasia?” “Beh – gli ho detto – avrebbe più o meno lo stesso senso di ricevere la visita di qualsiasi fantasma!” Dopo aver annuito e avermi rivolto un sorriso furbetto, l’uomo si è presentato: “sono Carl Gustav Jung”.

Ciò che mi ha mostrato è il futuro che potrebbe essere. Un Natale nel quale mi entusiasmo ancora per le lucine colorate, in cui cucino per qualcuno, mi ritrovo a giocare con il figlio di un’amica, e a sorseggiare infusi aromatici con i miei cari, ridendo per tutte quelle volte che ci siamo disperati inutilmente. “Comincia sempre da te – mi ha detto Jung prima di volatilizzarsi nel nulla – in tutte le cose e soprattutto con l’amore. Amore è portare e sopportare se stessi. La cosa comincia così. Si tratta veramente di te; tu non hai ancora finito di ardere, devono arrivarti ancora altri fuochi finché tu non abbia accettato la tua solitudine e imparato ad amare.” Dell’ultimo fantasma, infine, non c’era più traccia e la mattina di Natale era ormai arrivata: una nuova giornata di sole, in cui ogni cosa poteva ancora succedere.

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Racconti del terrore – tra fantasia e realtà

asdJohn William Polidori nacque a Londra nel 1795. Era un giovane brillante, infatti si laureò in medicina a soli 19 anni. In seguito divenne medico personale del poeta George Byron e lo accompagnò nei suoi viaggi attraverso l’Europa. Era con lui, e con la coppia Mary e Percy Shelley (non ancora sposata) e la sorellastra di lei, quando rimasti bloccati da una tempesta nella Villa Deodati presso il lago di Ginevra, decisero di passare il tempo scrivendo storie di fantasmi. È noto che da questo “gioco” nacque Frankenstein, ed ebbe vita anche Il Vampiro, scritto da Polidori ma erroneamente attribuito per lungo tempo a Lord Byron. Fu proprio a lui che il giovane medico si ispirò per creare quello che è considerato il prototipo del vampiro moderno, ovvero la creatura demoniaca ma allo stesso tempo elegante e affascinante che tutti conosciamo. Terminato il lavoro al fianco del poeta, non è chiaro quali furono le vicissitudini che portarono nel 1821 John Polidori, ancora giovanissimo, a togliersi la vita.

jb_nation_poe_1_mEdgar Allan Poe, considerato l’inventore del genere letterario “del terrore”, nacque a Boston, Stati Uniti, nel 1809. La sua vita fu affascinante e tormentata almeno quanto le sue opere. Rimase orfano a 2 anni e fu allevato dallo zio. Studiò per diversi anni in Inghilterra, in seguito, tornato in Virginia, fu espulso dall’università per la sua condotta dissoluta. Nonostante iniziò a scrivere molto presto, per lui fu difficile mantenersi con il solo lavoro di scrittore, per questo si dedicò per un periodo alla carriera militare, e poi fece ricorso spesso a prestiti e altre forme di assistenza. Nel 1835 sposò la cugina tredicenne Virginia, che più tardi si ammalò di tubercolosi e infine morì, lasciando un profondo segno nell’animo di Poe. Fu soprattutto da quel momento che lo scrittore si abbandonò all’uso di alcool e droghe, ma è proprio in questi stessi anni che nacquero i racconti del terrore che lo hanno reso famoso. La trilogia Eleonora, Ligeia e Morella rappresenta pienamente e in modo poetico quel sentimento di angosciosa sofferenza per la perdita di una persona amata. E.A. Poe morì diversi anni (e racconti) dopo, nel 1849 a Baltimora, in circostanze misteriose.

220px-william_hope_hodgsonWilliam Hope Hodgson nacque nell’Essex, in Inghilterra, nel 1877. A soli 14 anni si imbarcò, iniziando una faticosa carriera che lo tenne in mare per otto anni. In seguito si trasferì in Francia, dove prese l’avvio la sua produzione letteraria, influenzata dalla passata vita in mare e orientata profondamente al soprannaturale. Le sue opere, e in particolare il romanzo breve La casa sull’abisso, ispirò H.P. Lovecraft nella creazione del suo ciclo di Cthulhu. Durante la Prima Guerra Mondiale Hodgson decise di arruolarsi nell’esercito britannico, e infine morì, nel 1918, durante un bombardamento.

200px-howard_phillips_lovecraftHoward Phillips Lovecraft nacque nel 1890 a Providence, Rhode Island. La sua vita non fu affatto fortunata; cresciuto da una madre iperprotettiva (in seguito alla morte prematura del padre), ebbe spesso episodi di esaurimento nervoso che non gli permisero una crescita “normale” e soddisfacente. Solo dopo la morte di lei, Lovecraft si sposò e andò a vivere a New York, ma questa situazione non durò a lungo. Nonostante il talento dello scrittore fu ben presto riconosciuto, non riuscì mai a vivere dignitosamente solo del suo lavoro creativo, e fu costretto per tutta la sua vita a correggere opere altrui. Il matrimonio fallì e Lovecraft, tornato nella città natale, sfogò tutta la sua frustrazione nella scrittura, componendo la maggior parte dei suoi racconti più impegnativi e conosciuti, a partire da Il richiamo di Cthulhu, Il caso di Charles Dexter Ward, Il colore venuto dallo spazio, e la Storia del Necronomicon. La scrittura non gli rese la vita più facile e purtroppo nel 1937, all’età di 46 anni, morì a causa di un tumore all’intestino, ma da quel momento H.P. Lovecraft divenne un mito immortale della letteratura del terrore.

Anime e core #2 – serie consigliate

E come sempre i giapponesi non mi deludono e con le loro serie tv animate parlano di adolescenti ma non solo a loro. Parlano della vita e della morte, dell’anima, del destino, ma mai in modo banale. Parlano del tempo e delle implicazioni dei salti temporali sulla realtà, di etica e di onore. Ma soprattutto parlano della natura umana e dei sentimenti che legano le persone, di come tutto ma proprio tutto si risolva in questo: insieme è meglio.

Ano Hana (immagine in alto). L’adolescente Jinta inizia improvvisamente a vedere e interagire con il fantasma di una sua vecchia amica, morta per disgrazia quando era solo una bambina. I due facevano parte di un gruppo di amici, chiamati “i super busters della pace”, ma i vari componenti, una volta cresciuti, hanno preso strade diverse. Il fantasma della ragazzina vorrebbe che Jinta l’aiutasse ad esaudire un suo desiderio, ma purtroppo non ricorda di quale desiderio si tratti.

Erased. Satoru è un ragazzo di 28 anni che soffre di una particolare patologia chiamata “revival”. In presenza di un pericolo, torna indietro nel tempo di qualche minuto, spesso riuscendo ad impedire delle catastrofi. Una sera torna a casa e trova la madre morta assassinata, ma anziché tornare indietro di pochi minuti, compie un salto nel tempo nel 1988, quando era uno studente delle elementari. Allora una sua compagna e altri bambini scomparvero in circostanze misteriose, così Satoru decide di indagare per impedire che venga fatto loro del male.

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Death Parade. Decim è un imperturbabile barista in un bar molto particolare. Qui giungono coppie di anime che non ricordano di essere morte e che devono cimentarsi in un death game (gioco mortale), ogni volta differente. Attraverso questo gioco vengono scoperti i motivi del decesso e anche la vera natura dei partecipanti. Decim è un giudice, e dovrà decidere ogni volta se un’anima merita la reincarnazione o il vuoto. Al suo fianco, in veste di aiutante, troviamo una misteriosa umana che ha perso i suoi ricordi, e altri personaggi peculiari che popolano questa struttura-limbo.

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Steins;Gate. Siamo nel distretto di Tokyo di Akihabara nell’estate del 2010. Rintarō Okabe è un giovane scienziato che, assieme ai suoi amici, gestisce un laboratorio di “gadget futuristici”. Un giorno, per caso, scopre che il microonde del laboratorio permette di inviare messaggi nel passato: le D-mail (DeLorean mail!) diventano un mezzo per modificare il futuro. Questo è solo l’inizio di una storia che coinvolge man mano vecchi computer, viaggiatori nel tempo, un’organizzazione di ricerca senza scrupoli, e innumerevoli universi paralleli e destini differenti.

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