Ricomincio da capo – racconto giallo

Il racconto che segue non è di genere giallo, ma è ispirato al giallo, come i racconti delle scorse settimane erano ispirati rispettivamente al rosso e al blu. Buona lettura!

Teresa Neele si svegliò, dopo alcune ore di sonno turbolento, e si trovava sul treno in corsa, ancora prossimo ad arrivare ad Harrogate. Fuori il cielo ero grigio e cadeva una fitta pioggia.
Si voltò a guardare la grande valigia gialla che aveva sistemato accanto a sé: era ancora lì. Davanti a lei stava seduto un uomo anziano, esile ed elegante, che distolse lo sguardo dal libro che stava leggendo e con un sorriso triste le diede il buongiorno.
“Qual è la data di oggi?”, gli domandò lei impaziente.
“Il 4 dicembre 1926, signora”.

La sua risposta non le piacque affatto. Era il 4 dicembre ormai da nove giorni. Arrivava la notte, i sensi la abbandonavano, e quando si ridestava era sempre lo stesso giorno.
Le prime volte era così convinta si trattasse di uno scherzo che si rese ridicola agli occhi degli altri passeggeri, ignari di quel che lei stava sperimentando. Appurato che nessuno le stesse tirando un brutto scherzo, tentò di investigare sulla faccenda, ma non riuscì a cavarne niente di utile.
Cercò allora di godersi il viaggio il più possibile, dapprima con atteggiamenti che rasentavano la follia, poi con una nuova calma, derivata dall’accettazione di una situazione che pareva dover rimanere statica. Nonostante ciò, era difficile non provare una certa frustrazione nel sapere che la destinazione restava in questo modo irraggiungibile.

Vedendola sospirare, l’uomo poggiò il libro sul sedile e le rivolse nuovamente la parola. “Signora, posso domandarle una cosa?”
Lei, lievemente sorpresa dalla novità, gli fece cenno di sì.
“Qual è il motivo del suo viaggio?”
Quella domanda la colpì, più di quanto si sarebbe potuta aspettare.
“Oh be’, non saprei… – rispose – credo per una vacanza”.
Si rese conto in quel momento che la sua mente non era del tutto lucida. Non ricordava cosa l’avesse spinta a partire, né cosa si stava lasciando alle spalle.
L’uomo sorrise di nuovo con quella sua aria un po’ malinconica. “Ne è sicura?” Attese qualche secondo, poi continuò:
“Deve sapere che io ho perso mio figlio durante la Grande Guerra. Era il mio unico figlio. Poi, dopo tanti anni di malattia, se n’è andata anche la mia amata moglie e sono rimasto solo. È da allora che viaggio, proprio su questo stesso treno, e credo non scenderò mai. Capisce cosa voglio dire, vero?”

Teresa Neele comprese allora di non essere l’unica a vivere ripetutamente lo stesso giorno. Quel treno li intrappolava entrambi, e allo stesso tempo li proteggeva da una realtà troppo penosa da sopportare.
“Non si può scappare da una tale sofferenza… Ma per lei potrebbe essere diverso”. Mentre l’uomo le diceva queste parole, Teresa sentì il suo petto straziato da un dolore ineffabile. Si sentì annegare in un mare di aria densa, che non le arrivava ai polmoni, e la vista cominciò ad annebbiarsi.
Aveva perso due delle persone che le erano più care: sua madre era andata via per sempre, e il suo caro marito l’aveva lasciata per una donna più giovane.
In quell’istante fu tentata dal nulla che la avvolgeva. Che senso aveva continuare a vivere senza amore?

Ma la voce gentile dell’uomo giunse ovattata a risvegliare la sua coscienza.
“Ricordi chi è! Agatha! Lei è Agatha Christie! E ha ancora tanto per cui vivere”.
Con un’improvvisa boccata d’aria, la donna riemerse dall’oscurità, e istintivamente cinse con le sue braccia il petto ossuto dell’uomo che l’aveva salvata.
Come aveva potuto dimenticare chi fosse? La sofferenza era stata così forte da confonderle i sensi e annichilirla completamente; certo non se n’era andata, bruciava ancora nelle sue vene, ma non le avrebbe permesso di distruggere la sua identità.
Era Agatha Christie, tra qualche ora sarebbe iniziato un nuovo giorno, e lei aveva già in mente una nuova storia da raccontare, ambientata interamente su un treno.

[Per saperne di più: Agatha Christie e il mistero della sua scomparsa]

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Un’estate very British

Purtroppo il titolo del post non fa riferimento né ad un imminente viaggio nella mia amata Gran Bretagna, né a un clima piacevolmente frescolino che accompagni queste lunghe giornate di luglio. Fa invece riferimento alle mie letture del periodo, che sono state, sono e si accingono ad essere tutte di madre patria britannica.

Il libro che ho da poco finito di leggere è il celebre Assassinio sull’Orient Express, di Agatha Christie. Ammetto di non essere una grande lettrice di gialli (a parte tutta la serie su Sherlock Holmes) e di Christie, seppur così famosa, conosco davvero poco. Però, come a suo tempo fece Dieci piccoli indiani, anche quest’opera mi ha coinvolto quasi subito, per i suoi personaggi caratteristici (Hercule Poirot fra tutti) e la sua struttura semplice ma ben congegnata. Non vedo l’ora di guardare la nuova trasposizione cinematografica che uscirà quest’anno a dicembre!

 

Il libro che sto rileggendo, questa volta in italiano, è Tre uomini in barca (per non parlar del cane), di Jerome K. Jerome. La semplice storia di tre amici (e un cane) che fanno una gita in barca sul Tamigi. Un romanzo – così si dice – nato come guida turistica per Londra e che poi, dopo l’intervento dell’editore, è diventato tutt’altro. Un’opera che ci mostra sì alcune bellezze londinesi, ma che non perde l’occasione di essere divertente, con i suoi aneddoti e le sue digressioni, e a tratti persino riflessiva e profonda. Libro consigliatissimo a chiunque voglia farsi un’idea di cosa sia lo humor inglese.

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Continua poi la mia seppur breve relazione con gli audio-libri. Quello che ho iniziato a “leggere” questo mese è nientepopodimeno che Harry Potter e la Pietra Filosofale, di J. K. Rowling. Per varie ragioni non mi ero mai approcciata prima a questo testo e a tutta la saga, ma sono sempre stata convinta che se la avessi letta alla sua uscita, anche se già diciassettenne, l’avrei sicuramente adorata. Tutt’ora, pur avendo superato di gran lunga la maggiore età, riesco ad apprezzare questo romanzo, e so che il meglio deve ancora arrivare! Peccato solo che la qualità dell’audio-libro non sia molto alta.

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Infine, il libro che ho intenzione di leggere a breve è La Tempesta, di William Shakespeare. Non ha certo bisogno di presentazioni ed è una garanzia di qualità, ma ammetto di conoscere l’autore più per averlo studiato che per averlo realmente letto. Romeo e Giulietta, Amleto, Sogno di una Notte di Mezza Estate… ebbene, ho visto solo i film! So che esiste un adattamento cinematografico anche de La Tempesta, ma questa volta non mi farò sedurre dalla celluloide e leggerò parola per parola l’opera del Bardo.

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Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.