Quella sagoma di Albus

“Questa cicatrice se la terrà per sempre.”
“E lei non può farci niente Silente?”
“Anche se potessi, non lo farei. Le cicatrici possono tornare utili. Anche io ne ho una, sopra il ginocchio sinistro, che è una piantina perfetta della metropolitana di Londra.”

[Harry Potter e la pietra filosofale]

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Un’estate very British

Purtroppo il titolo del post non fa riferimento né ad un imminente viaggio nella mia amata Gran Bretagna, né a un clima piacevolmente frescolino che accompagni queste lunghe giornate di luglio. Fa invece riferimento alle mie letture del periodo, che sono state, sono e si accingono ad essere tutte di madre patria britannica.

Il libro che ho da poco finito di leggere è il celebre Assassinio sull’Orient Express, di Agatha Christie. Ammetto di non essere una grande lettrice di gialli (a parte tutta la serie su Sherlock Holmes) e di Christie, seppur così famosa, conosco davvero poco. Però, come a suo tempo fece Dieci piccoli indiani, anche quest’opera mi ha coinvolto quasi subito, per i suoi personaggi caratteristici (Hercule Poirot fra tutti) e la sua struttura semplice ma ben congegnata. Non vedo l’ora di guardare la nuova trasposizione cinematografica che uscirà quest’anno a dicembre!

 

Il libro che sto rileggendo, questa volta in italiano, è Tre uomini in barca (per non parlar del cane), di Jerome K. Jerome. La semplice storia di tre amici (e un cane) che fanno una gita in barca sul Tamigi. Un romanzo – così si dice – nato come guida turistica per Londra e che poi, dopo l’intervento dell’editore, è diventato tutt’altro. Un’opera che ci mostra sì alcune bellezze londinesi, ma che non perde l’occasione di essere divertente, con i suoi aneddoti e le sue digressioni, e a tratti persino riflessiva e profonda. Libro consigliatissimo a chiunque voglia farsi un’idea di cosa sia lo humor inglese.

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Continua poi la mia seppur breve relazione con gli audio-libri. Quello che ho iniziato a “leggere” questo mese è nientepopodimeno che Harry Potter e la Pietra Filosofale, di J. K. Rowling. Per varie ragioni non mi ero mai approcciata prima a questo testo e a tutta la saga, ma sono sempre stata convinta che se la avessi letta alla sua uscita, anche se già diciassettenne, l’avrei sicuramente adorata. Tutt’ora, pur avendo superato di gran lunga la maggiore età, riesco ad apprezzare questo romanzo, e so che il meglio deve ancora arrivare! Peccato solo che la qualità dell’audio-libro non sia molto alta.

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Infine, il libro che ho intenzione di leggere a breve è La Tempesta, di William Shakespeare. Non ha certo bisogno di presentazioni ed è una garanzia di qualità, ma ammetto di conoscere l’autore più per averlo studiato che per averlo realmente letto. Romeo e Giulietta, Amleto, Sogno di una Notte di Mezza Estate… ebbene, ho visto solo i film! So che esiste un adattamento cinematografico anche de La Tempesta, ma questa volta non mi farò sedurre dalla celluloide e leggerò parola per parola l’opera del Bardo.

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Siamo fatti anche noi della materia di cui son fatti i sogni; e nello spazio e nel tempo d’un sogno è racchiusa la nostra breve vita.

gustav lafav, un ebook da dimenticare

gustav lafav e la camera segreta è il secondo libro scritto dai ragazzi della pagina facebook l’umorismo di piton, luca gariboldi e rinald sefa, pubblicato da nativi digitali edizioni (il primo è gustav lafav – lo studente dimenticato). si tratta del seguito delle vicende del bulletto di origine messicana, imbucatosi nella scuola di magia lashogwarts. la sinossi, dal sito ufficiale, ci dice questo: a lashogwarts i casini sembrano non finire mai. alcuni degli scapestrati studenti (e professori) ricevono un invito sospetto per un improbabile festino in quel di nigga island, altri spariscono dopo essere entrati in una misteriosa “camera segreta”, che si rivela un portale per nientepopodimeno che il gigiworld. ne seguiranno rivalità d’amore tra maghi e hobbit, gigimon particolarmente volgari, razzisti, osceni o con accento friulano, assassini seriali, complotti per la conquista del mondo e altre simpatiche amenità. il sito ci dice anche che il genere del romanzo è: parodia, umoristico, fantasy.

faccio una piccola premessa alla mia recensione. io amo i racconti umoristici e l’ironia, sono una fan di douglas adams, del fantastico e in generale della letteratura che non si prende troppo sul serio. anche se non impazzisco per la volgarità, non mi sento una bacchettona e di norma non mi scandalizzo, riesco addirittura ad apprezzarla se consacrata ad un politicamente scorretto intelligente.

detto questo, gustav lafav (1 e 2) è indifendibile.

è scritto moderatamente male. è come se gli autori si fossero incontrati una sera, avessero – diciamo – bevuto qualche birra, e avessero registrato i loro sproloqui sulla saga potteriana, dopodiché avessero deciso di far trascrivere quelle registrazioni e pubblicarle così, senza neppure rileggerle.

la trama è semplicemente un’accozzaglia di situazioni e personaggi tratti da opere note e amate da un vasto pubblico e stravolte in modo che si possa parlare di parodia, riferimenti che sarebbero potuti essere simpatici, se non avesse regnato ovunque lo squallore. sì, perché ciò che gli autori fanno non è altro che trasformare harry potter (e con lui tutti gli altri) in un emerito cretino.

«Autobus, che diavolo stai facendo?! Non siamo noi i resp» Ganjalf non riuscì a finire la frase che Stilente lo colpì con un potente calcio in faccia, ma fu subito assalito da Godo, che nuovamente saltò sulla sua schiena tenendolo fermo, mentre Ganjaf col suo bastone lo colpì al petto. Jerry saltò a bomba verso tutti, e il gruppo si sciolse dolorosamente a terra.

Ad un certo punto Stilente tirò fuori la sua bacchetta (quella magica, cosa avete capito?!), però Godo e Ganjalf si stavano ormai allontanando verso il labirinto all’interno del giardino della residenza.

«Zio ci sono scappati! Ma ho un’idea» Disse Jerry a Stilente.

L’ingenuo studente pensò bene di usare l’entrata contraria, in modo da fermarli al centro.

Al primo bivio i due si erano già persi.

ho scelto un estratto a caso, e non penso sia il peggiore.

credo che l’umorismo sia ben altra cosa, quantomeno quello che diverte me lo è. forse questo libro è piaciuto ai fan della pagina facebook e potrebbe piacere a qualcun’altro. magari a qualcuno che non ama leggere libri, ma si limita di solito alla lettura dei post sui social (se non sono troppo lunghi), qualcuno che sappia apprezzare, diversamente da me, la poetica comicità di una scorreggia.