Racconti del terrore – tra fantasia e realtà

asdJohn William Polidori nacque a Londra nel 1795. Era un giovane brillante, infatti si laureò in medicina a soli 19 anni. In seguito divenne medico personale del poeta George Byron e lo accompagnò nei suoi viaggi attraverso l’Europa. Era con lui, e con la coppia Mary e Percy Shelley (non ancora sposata) e la sorellastra di lei, quando rimasti bloccati da una tempesta nella Villa Deodati presso il lago di Ginevra, decisero di passare il tempo scrivendo storie di fantasmi. È noto che da questo “gioco” nacque Frankenstein, ed ebbe vita anche Il Vampiro, scritto da Polidori ma erroneamente attribuito per lungo tempo a Lord Byron. Fu proprio a lui che il giovane medico si ispirò per creare quello che è considerato il prototipo del vampiro moderno, ovvero la creatura demoniaca ma allo stesso tempo elegante e affascinante che tutti conosciamo. Terminato il lavoro al fianco del poeta, non è chiaro quali furono le vicissitudini che portarono nel 1821 John Polidori, ancora giovanissimo, a togliersi la vita.

jb_nation_poe_1_mEdgar Allan Poe, considerato l’inventore del genere letterario “del terrore”, nacque a Boston, Stati Uniti, nel 1809. La sua vita fu affascinante e tormentata almeno quanto le sue opere. Rimase orfano a 2 anni e fu allevato dallo zio. Studiò per diversi anni in Inghilterra, in seguito, tornato in Virginia, fu espulso dall’università per la sua condotta dissoluta. Nonostante iniziò a scrivere molto presto, per lui fu difficile mantenersi con il solo lavoro di scrittore, per questo si dedicò per un periodo alla carriera militare, e poi fece ricorso spesso a prestiti e altre forme di assistenza. Nel 1835 sposò la cugina tredicenne Virginia, che più tardi si ammalò di tubercolosi e infine morì, lasciando un profondo segno nell’animo di Poe. Fu soprattutto da quel momento che lo scrittore si abbandonò all’uso di alcool e droghe, ma è proprio in questi stessi anni che nacquero i racconti del terrore che lo hanno reso famoso. La trilogia Eleonora, Ligeia e Morella rappresenta pienamente e in modo poetico quel sentimento di angosciosa sofferenza per la perdita di una persona amata. E.A. Poe morì diversi anni (e racconti) dopo, nel 1849 a Baltimora, in circostanze misteriose.

220px-william_hope_hodgsonWilliam Hope Hodgson nacque nell’Essex, in Inghilterra, nel 1877. A soli 14 anni si imbarcò, iniziando una faticosa carriera che lo tenne in mare per otto anni. In seguito si trasferì in Francia, dove prese l’avvio la sua produzione letteraria, influenzata dalla passata vita in mare e orientata profondamente al soprannaturale. Le sue opere, e in particolare il romanzo breve La casa sull’abisso, ispirò H.P. Lovecraft nella creazione del suo ciclo di Cthulhu. Durante la Prima Guerra Mondiale Hodgson decise di arruolarsi nell’esercito britannico, e infine morì, nel 1918, durante un bombardamento.

200px-howard_phillips_lovecraftHoward Phillips Lovecraft nacque nel 1890 a Providence, Rhode Island. La sua vita non fu affatto fortunata; cresciuto da una madre iperprotettiva (in seguito alla morte prematura del padre), ebbe spesso episodi di esaurimento nervoso che non gli permisero una crescita “normale” e soddisfacente. Solo dopo la morte di lei, Lovecraft si sposò e andò a vivere a New York, ma questa situazione non durò a lungo. Nonostante il talento dello scrittore fu ben presto riconosciuto, non riuscì mai a vivere dignitosamente solo del suo lavoro creativo, e fu costretto per tutta la sua vita a correggere opere altrui. Il matrimonio fallì e Lovecraft, tornato nella città natale, sfogò tutta la sua frustrazione nella scrittura, componendo la maggior parte dei suoi racconti più impegnativi e conosciuti, a partire da Il richiamo di Cthulhu, Il caso di Charles Dexter Ward, Il colore venuto dallo spazio, e la Storia del Necronomicon. La scrittura non gli rese la vita più facile e purtroppo nel 1937, all’età di 46 anni, morì a causa di un tumore all’intestino, ma da quel momento H.P. Lovecraft divenne un mito immortale della letteratura del terrore.

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giveaway, illustrazioni e progetti estivi

buongiorno alieni! il mese scorso ho lanciato su questo blog il mio primo giveaway, nel quale ho messo in palio due bei libri: senza sangue, del famoso alessandro baricco, e il primo viaggio di selene tra le stelle, del nuovo autore alessandro frailis. ho pensato tanto se essere sincera e dire com’è andata davvero, e ovviamente, visto la premessa, ho deciso di esserlo. il giveaway è stato un immenso, stratosferico flop. nonostante le visualizzazioni al post non siano mancate, solo 2 persone hanno partecipato. sì, non due persone nel senso di 4 gatti, ma proprio 2 di numero! ecco, io non ho problemi a fare l’estrazione tra queste due persone e regalare i libri, anzi mi fa piacere, ma vorrei capire perché nessun altro ha partecipato. sarà perché chiedevo di inserire un indirizzo email? o perché non interessavano i libri? o dovevo fare più spam? mah.

comunque, bando alle ciance e ciancio alle bande, la vincitrice è… Loredana! mi dispiace per l’altra impavida concorrente, grazie per aver partecipato. per te posso pensare a un bel premio di consolazione. Loredana è stata contattata privatamente e riceverà i suoi libri non appena mi sarà possibile spedirli, credo abbastanza presto. intanto colgo l’occasione per pubblicizzare la sua pagina facebook, perché si dà il caso che Loredana sia una bravissima artista. potete vedere due sue illustrazioni proprio qui, ad abbellire questo semplice post di “comunicazioni di servizio”.

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in questo periodo ho pensato anche al futuro del blog e se eventualmente apportare delle modifiche. per il momento l’unica novità è che cercherò di scrivere quattro racconti per ognuna delle quattro settimane di agosto e ogni racconto sarà abbinato ad un colore: rosso, blu, giallo e nero (non so se in quest’ordine). fatemi sapere se voleste tentare la mia stessa missione

ci leggiamo presto!

letture del momento

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diario segreto di un sociopatico è una raccolta di racconti scritti da cinque autori italiani: ivan ferrari, eleonora piana, andrea guerrieri, paolo beretta e roberto albini. sono racconti con protagoniste diverse personalità legate dal filo rosso della psicopatia, dell’introversione, della solitudine. racconti drammatici, duri, con un pizzico di ironia che non guasta. una scrittura introspettiva ma mai monotona, che coinvolge e immerge il lettore in un’altra mente, mostrandone dinamicamente i meccanismi, le rigidità come le fragilità, le manie assecondate e la ricerca frustrata di un cambiamento.

miei preferiti: blu inchiostro e dal balcone.

 

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kobane calling, di zerocalcare, è un fumetto che non mi aspettavo. l’autore ci racconta della sua esperienza in kurdistan, di una lotta silenziosa per la libertà, e lo fa in un modo tanto semplice quanto efficace. l’umorismo che caratterizza zerocalcare stempera i toni di una tematica tanto importante, ma senza mai banalizzarla. incredibile la sua capacità di trasmettere con poche parole e con le immagini le sue impressioni e le emozioni, che colpiscono anche il lettore in pieno petto.

non vedo l’ora di leggere altro di suo.

 

41ojrmkkvml-_sy346_in questo periodo sto leggendo anche alcuni libri in inglese, uno di questi è through the looking glass (and what alice found there) di lewis carroll, ovvero il seguito di alice in wonderland. il racconto presenta diversi aspetti speculari al paese delle meraviglie: le vicende hanno inizio in autunno anziché in primavera, al posto dei cambiamenti di statura vi sono vari spostamenti temporali e spaziali, e invece dei personaggi dall’aspetto di carte da gioco qui troviamo gli scacchi con tanto di regina rossa e bianca. la narrazione è abbastanza nonsense e questo può rendere la lettura in inglese non sempre scorrevole, ma in generale la trovo adatta anche a chi conosce la lingua a un livello intermedio.

Alice rise: «È inutile che ci provi», disse, «non si può credere a una cosa impossibile.»
«Oserei dire che non ti sei allenata molto», ribatté la Regina. «Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione.»

«Quando uso una parola», Humpty Dumpty disse in tono piuttosto sdegnato, «essa significa esattamente quello che voglio – né di più né di meno.»
«La domanda è», rispose Alice, «se si può fare in modo che le parole abbiano tanti significati diversi.»
«La domanda è», replicò Humpty Dumpty, «chi è che comanda – tutto qui.»