giveaway libresco

sono lieta di presentarti il mio primo giveaway, nel quale metto in palio due libri in formato cartaceo: senza sangue di alessandro baricco e il primo viaggio di selene tra le stelle di alessandro frailis. il giveaway inizia oggi, 25 giugno 2017, e termina alla mezzanotte del 25 luglio. il 26 luglio annuncerò il vincitore qui sul blog e sulla mia pagina facebook, ma sarà avvisato anche privatamente. per partecipare non devi fare altro che lasciarmi i tuoi datinome e emailnel form qui sotto per essere ricontattato in caso di vittoria. seguire il mio blog e la pagina facebook, condividere questo post sui tuoi social, sono tutte cose gradite ma NON obbligatorie: non avrebbe senso importi di seguire questo blog se la cosa non ti facesse piacere!

il 26 luglio selezionerò il vincitore in modalità casuale (ad ogni partecipante abbinerò un numero e poi farò l’estrazione utilizzando il sito random.org).

se vuoi sapere qualcosa di più sui libri in palio, clicca sui titoli. ti dico solo che si tratta di due romanzi molto diversi che pure hanno qualcosa in comune: il realismo e la drammaticità degli avvenimenti raccontati, e un certo impianto dal gusto cinematografico. scoprirai due alessandri-autori dallo stile quasi opposto e due storie altrettanto forti. le edizioni che ti regalo sono quella della rizzoli di senza sangue e la seconda ristampa della casa editrice i sognatori de il primo viaggio di selene tra le stelle (trovi l’ebook gratuito sul kindle store di amazon!); l’invio sarà fatto tramite pieghi di libri.

buona fortuna e buona lettura!

 

7 modi per incrementare la tristezza

Felicità: molti ti consigliano come ottenerla. Ma magari tu non stai cercando di essere felice, le tue azioni mirano all’opposto! Vuoi essere il più triste sfigato che naviga nel mare della tristezza. Molto più semplice da ottenere, e questo video contiene 7 tattiche per instradarti verso le “correnti oscure”. Almeno una di queste la stai già usando.

Iniziamo! Per prima cosa, stai fermo. Resta al chiuso il più possibile, preferibilmente nella stessa stanza. Sii il corrispettivo umano di un mucchio di panni sporchi: inerte, immobile. Non lasciare che una bellissima giornata ti tenti per una passeggiata. Evita qualsiasi cosa di vagamente movimentato. Questo mantiene lontane dal tuo cervello sostanze chimiche che potrebbero farti muovere e l’immobilità ti porterà a vari problemi di salute che continueranno il circolo vizioso. L’immobilità è la cosa più efficace, per essere un mucchio di panni sporchi. Rendi la tua stanza da letto la stanza di qualsiasi cosa. Vivi, lavora, gioca e dormi nel minor spazio possibile.

Il ché ci porta a: incasina il tuo sonno. Il fastidio dell’insonnia sarà il tuo copilota nel mare della tristezza. La sua sola presenza è spiacevole ma ti aiuterà anche a confondere la parte produttiva del tuo cervello, che potrebbe sembrare ti porti verso le isole della felicità all’orizzonte. Su questo torneremo dopo. Un ciclo regolare del sonno è una cosa fragile e ha bisogno di almeno tre giorni per stabilizzarsi. Assicurati allora di variare l’ora in cui vai a dormire di diverse ore almeno due volte la settimana. Ancora meglio: varia l’ora in cui ti svegli. Dormi fino a tardi, preferibilmente molto tardi, ma solo in alcuni giorni. E dì a te stesso che ti stai preparando per il sonno per sentire che stai facendo qualcosa di salutare, anche se ti senti malissimo sia quando ti svegli presto, sia quando ti svegli tardi. Il sonno irregolare è un’altra delle correnti del mare. Più vari il tuo sonno più diventa difficile il sonno regolare, il ché renderà il tuo sonno più variabile. Non dormire o svegliarsi mai alla stessa ora è l’obiettivo.

E per avere un aiuto in questo: aumenta il tuo tempo davanti a uno schermo. Stare davanti a uno schermo completa le precedenti tattiche di navigazione. La noia potrebbe portarti all’azione, allora lascia che lo schermo ti faccia svagare; la stanchezza potrebbe spingerti a dormire, allora lascia che lo schermo ti tenga sveglio, o quasi, il più a lungo possibile. Addormentati sempre con uno schermo in mano e rimetti i tuoi occhi su di esso non appena ti svegli. Ogni momento lontano da uno schermo è un momento in cui potresti notare l’orizzonte! Mantieni la testa bassa e lasciati guidare dalle correnti. Qui hai alleati sconosciuti: dietro agli schermi ci sono team delle persone più intelligenti e dei programmi più brillanti che competono per mantenere la tua attenzione su di loro il più possibile. Lascia che ti raggiungano per riportarti indietro se ti allontani.

In più, gli schermi aiutano con il numero quattro: usa lo schermo per alimentare le tue emozioni negative, per nutrire la tua rabbia o ansia riguardo cose su cui non hai controllo o potere. Sii ben informato mentre non fai nulla. Le cose a cui tieni potrebbero essere delle guide per navigare fuori dal mare, delle ragioni per lasciare la tua stanza e compiere azioni significative con gli esseri umani attorno a te. Ma invece puoi usare le cose a cui tieni come ulteriori fonti di tristezza. Concentrati sul negativo per alimentare il tuo risentimento o la tua disperazione. Se devi contribuire, fallo solo in inutili modi simbolici e resta deluso della mancanza di cambiamenti.

Stiamo giungendo alla fine e, se lo stai facendo bene, l’infelicità sta aumentando. Ma una parte del tuo cervello si sta ribellando, sta cercando di voltare la nave fissando un obiettivo. Se non stai attento, quella parte del tuo cervello potrebbe salvarti! Ma fortunatamente possiamo fare di più che azzopparlo: possiamo ingannarlo per navigare più a fondo nel mare. Per raggiungere degli obiettivi questi devono essere specifici, misurabili, fattibili, devi esserne responsabile, e devono durare un tempo limitato. “Girerò il timone di un grado, ora”. Invece imposta la parte produttiva del tuo cervello su obiettivi insulsi: vaghi, senza forma, torta-nel-cielo (!), irrilevanti, spostati avanti nel tempo. Rendi l’obiettivo poco chiaro e il percorso poco chiaro. Se la motivazione regge, mira ridicolmente in alto per garantirti il fallimento. “Pulirò tutta la casa oggi” è molto meglio di “laverò questi panni”. Pulire un’intera casa è impossibile: c’è sempre altro da fare, quindi fallirai sempre. Concentrati su obiettivi che sono oltre quello che speri di raggiungere. Impara come vendere una app prima di imparare a programmarla. Questo distrarrà la parte produttiva del tuo cervello abbastanza bene. E assicurati di aspettare la motivazione anziché impostare un tempo preciso. Farai qualcosa quando te la sentirai, che sarà mai o mai abbastanza da importarti. Con obiettivi insulsi trasformerai la parte produttiva del tuo cervello da una pericolosa fonte di auto-miglioramento che ricompensa ogni piccolo passo avanti, a un costante brontolone che ti rimprovera a ogni passo per il fallimento di non aver ancora raggiunto il tuo obiettivo.

Ora gli obiettivi insulsi dovrebbero distrarre la parte produttiva del tuo cervello, ma se ancora lotta contro di te, indirizzala verso un miraggio nel mare della tristezza: le stesse isole della felicità. Insegui la felicità direttamente. La mente umana è tale che se navighi dritto verso la felicità, arriverai nel punto opposto. Immagina la felicità come un posto dove persone felici sono felici per tutto il tempo. Questo trasforma la felicità in un sentimento irraggiungibile di costante beatitudine che nessuno prova. La vera felicità è come un uccello che può posarsi sulla tua nave, ma non lo farà mai se cerchi costantemente di catturarlo. Invece, migliora la tua nave e naviga verso acque più calde: l’uccello si poserà quando non starai guardando. Ah, quindi assicurati di non farlo! Punta al miraggio della felicità, piuttosto che migliorare la nave sulla quale navighi.

Per ultima cosa, ma più importante: segui i tuoi istinti. La navigazione più profonda nel mare della tristezza è abbastanza semplice, perché c’è un campo magnetico oscuro che punta la bussola dei tuoi istinti nella giusta direzione, una volta che hai iniziato. Tu VORRAI stare a casa, tu VORRAI non allenarti, tu VORRAI dormire fino a tardi, tu VORRAI fare ciò che sai ti renderà più triste dopo averlo fatto. La tua bussola indica la strada, fuori e dentro, perciò segui il vero nord dei tuoi istinti e stai alla larga dall’altro polo del lungo-termine. È tutto molto semplice. Inizia con queste tattiche e lasciati trasportare dal mare.

NOTA BENE: il video mira ad illustrare cosa NON si dovrebbe fare per incrementare la tristezza.

#13 portare a termine un progetto

il progetto primavera, nato all’inizio della stagione per festeggiare ogni settimana la bellezza della rinascita e della vita (!), è giunto al termine.

come mi aspettavo, col passare delle settimane, l’entusiasmo è scemato. ma l’idea mi era venuta anche ed essenzialmente per un altro motivo: esercitare la costanza. e così posso dire che l’esperimento è riuscito, ho portato avanti il progetto facendo lo sforzo di cogliere il positivo anche laddove inizialmente non riuscivo a vederlo, o persino dove il negativo continua ad insinuarsi costantemente.

va bene, sai cosa ne è venuto fuori? che forse ha ragione chi ha detto che accettare anche i lati oscuri può far emergere quelli luminosi. è una convivenza necessaria, vitale.

impegnarsi in un progetto, come può esserlo scrivere un blog o qualsiasi altra cosa nel “mondo reale”, ci mette alla prova e ci fa scoprire moltissime cose: limiti, schemi mentali, qualità da sviluppare e punti di forza. quindi ben vengano i progetti e gli obiettivi chiari e a tempo determinato!

tu hai qualche progetto per l’estate?

Dance with Murakami

Prima ancora di iniziare (!) dirò che questo libro di MurakamiDance dance dance – è il SEGUITO del romanzo Nel segno della pecora. Io, come molti altri lettori poco informati, l’ho letto senza saperlo, e in effetti la prima volta che è comparso scritto “l’uomo pecora” al suo interno, mi sono chiesta se l’autore mi stesse trollando. Detto ciò, non credo che la lettura sia risultata meno piacevole e interessante per la mancanza di questo tassello.

Il romanzo racconta in prima persona la storia di un giornalista free-lance di 34 anni che, richiamato in sogno da una giovane donna con cui ha avuto una relazione, decide di andare a cercarla laddove l’aveva vista per l’ultima volta, ovvero nell’Albergo del Delfino (Oh albergo, sei il mio delfino – volevo dire – il mio destino… direbbe George McFly), che però ora non esiste più: al suo posto è sorto il grande e lussuoso Dolphin Hotel. Proseguendo, la storia si fa man mano più intricata, il protagonista si relaziona a diversi personaggi e in qualche modo sembra che tutto sia connesso, tutto fa parte di un puzzle a cui però mancano dei pezzi. La ricerca del giovane si rivela come qualcosa di più spirituale e allo stesso tempo concreto: il tentativo, incerto e disperato, di sconfiggere la solitudine.

Il libro è stato scritto ed è ambientato negli anni ’80 ed è ricco di riferimenti alla cultura pop, abbondano i nomi di artisti del panorama pop-rock, così come nomi di marchi famosi di abbigliamento e di automobili. Anche il cibo trova molto spazio tra le pagine. Ma, fortunatamente, nelle quasi 500 pagine del libro occupano più spazio, assieme al susseguirsi degli eventi, le riflessioni ed emozioni del protagonista con cui si può ben empatizzare, visto che, come lui, anche il lettore si ritrova spesso stordito e perplesso. Immersi nel caos che è la realtà, ciò che di meglio si può fare è danzare, danzare, danzare, un passo dopo l’altro.

Io conosco ancora poco Murakami, ma ho potuto già scoprire quali tematiche gli stanno più a cuore: i sogni che si fondono con la realtà, l’uomo che sente il peso dell’abbandono, della perdita, e la sua continua ricerca d’amore, le donne che sono presenti ed evanescenti insieme, e sono sempre un mistero. Sono tanti gli elementi in comune di Dance dance dance con L’uccello che girava le viti del mondo, è quasi la stessa storia anche se succedono cose diverse. Questa ripetitività, assieme alla lentezza e alle atmosfere spesso surreali che possono lasciare insoddisfatti i palati più pragmatici, avrebbe potuto deludermi, ma non è stato così.

Capisco ogni critica che viene mossa a questo autore, ma gli stessi motivi che vengono usati per criticarlo sono quelli che me lo fanno apprezzare.

#12 nonostante

Nonostante lo specchio spietato,

la prepotenza, la presunzione,

la violenza,

il vento sferzante e le lacrime,

i fraintendimenti, gli imbarazzi e le code di paglia,

le dimenticanze, la mancanza di tatto,

le assenze,

i sorrisi tirati che bruciano come schiaffi,

trovare ancora un po’ di tempo per la leggerezza

e nella dissonanza e col sorriso storto

trovare ancora un po’ il modo di sorridere.

il fascino degli strani (serie tv del periodo)

mi sono resa conto che le serie tv che ho deciso di guardare ultimamente hanno tutte un elemento preciso in comune: uno dei protagonisti è un personaggio problematico, diverso dagli altri, un reietto che, in un modo o in un altro, riesce a farsi valere. non c’è da stupirsi, immagino, che sia proprio questo elemento ad avermi attratto e ad avermi coinvolto maggiormente nella visione.

questi personaggi non sono né eroi né cattivi carismatici, ma hanno delle caratteristiche di entrambi i ruoli, possiedono quindi un fascino del tutto particolare, che unisce (con dosi e in modi variabili) la bontà e vulnerabilità dell’essere umano, con l’audacia e la supponenza dell’essere stronzo! come vedrai, questa tipologia di “carattere” può incarnarsi in personaggi all’apparenza molto diversi.

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rustin cohle è co-protagonista assieme al collega martin hart della prima stagione di true detective. la storia gira intorno ad una serie di strani omicidi avvenuti in lousiana nell’arco di circa due decenni e alle vite dei due poliziotti che indagarono per primi sul caso. i due sono molto diversi: se hart è quello che si potrebbe definire un medio-man, con tanto di pregi e difetti da manuale, cohle è la voce fuori dal coro, integro e fedele ai propri valori almeno quanto ossessivo e arrogante. notevoli le sue numerose perle di saggezza.

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il titolo di questa serie tv, sneaky pete, dice già tanto sul suo protagonista. pete è subdolo, pete è un truffatore, pete non è realmente pete: è marius josipovic, un professionista della truffa che, uscito dal carcere, ruba l’identità del suo compagno di cella per nascondersi dallo spietato creditore che gli dà la caccia. all’interno della sua nuova famiglia acquisita, i casini non faranno altro che moltiplicarsi, e verrà svelato man mano di quale pasta sia fatto davvero il finto pete. poker face o semplice faccia da schiaffi? ahimè, mi ha conquistata.

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la storia di anna dai capelli rossi è un classico nato nella letteratura dei primi del ‘900, rinverdito poi negli anni ’80 con la diffusione dell’anime (o cartone animato giapponese) in tv. sono contenta che netflix gli abbia dato nuova vita attraverso questa serie di altissima qualità: chiamatemi anna. la protagonista emerge con tutte le caratteristiche di un’anima messa a dura prova dalle circostanze avverse: fragilità, senso di inadeguatezza, estrema capacità immaginativa, e allo stesso tempo pragmatismo, generosità e sorprendente coraggio. un po’ torta e un po’ coltello – dolce e tagliente.

tutti loro sono strani, un po’ stronzetti e affascinanti, e questo senza dover essere dei vampiri. perfetto.

ed è solo l’inizio

L’altro giorno ho avuto l’occasione di conoscere una fan di Stefano Benni. Nell’istante della scoperta i colori sono diventati più vividi, la mente ha ripercorso in un colpo solo le innumerevoli tappe del mio rapporto con lo scrittore, meglio di quanto sarebbe riuscita a fare con la mia intera esistenza se fossi stata in punto di morte. Si tratta, in fin dei conti, di vent’anni di rapporto amoroso (ben inteso, a senso unico) nei quali ci sono stati – come è giusto che sia – momenti di quieta indifferenza, di affettuosa perplessità e, perlopiù, di passione entusiasta. La sua fantasia linguistica e la malinconica ironia delle sue storie hanno conquistato la me stessa adolescente, e hanno continuato a farlo anno dopo anno.

Questi sono gli incipit dei romanzi del Lupo che amo di più (a parte l’ultimo che è della sua nuova uscita, che attendo di leggere con amorepreventivo). Spero che ti incuriosiscano.

Il bar sotto il mare

Non so se mi crederete. Passiamo metà della vita a deridere ciò in cui altri credono, e l’altra metà a credere in ciò che altri deridono.

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Saltatempo

Quand’ero molto piccolo ho visto un Dio. Scarpagnavo verso la Bisacconi. Scarpagnare vuol dire camminare a saltelli per via del dislivello, io abitavo in montagna, la scuola era in basso.

Achille piè veloce

L’uomo con i libri sottobraccio uscì di casa e il mondo non c’era. Guardò meglio e vide che c’era ancora, ma una fitta nebbia lo nascondeva, forse per salvarlo da qualche pericolo.

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Terra

La notte del trenta agosto 2039 un’ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l’erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina.

Baol

È una tranquilla notte di Regime. Le guerre sono tutte lontane. Oggi ci sono stati soltanto sette omicidi, tre per sbaglio di persona. L’inquinamento atmosferico è nei limiti della norma. C’è biossido per tutti. Invece non c’è felicità per tutti.

Comici spaventati guerrieri

Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi.

Elianto

C’era un gran rumore negli universi.

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Pane e tempesta

Nei sogni della notte i cattivi chiedono perdono ed i buoni uccidono. Ma dietro gli occhi chiusi, ognuno mantiene il proprio segreto. Perciò non sapremo mai cosa sognava il Nonno Stregone quella notte…

Margherita Dolcevita

Sono andata a letto e le stelle non c’erano più. Ho pulito per bene il vetro della finestra, ma niente da fare. Erano sparite.

Prendiluna

La vecchia guardava la luna, e viceversa.

prendiluna