A very British… giugno

Giugno, mese di ricordi (tanto per cambiare) e di acquazzoni improvvisi. Un mese che anche in quanto a visioni, letture e ascolti ha avuto un sapore particolarmente britannico, senza che io lo decidessi.

Film: The Bookshop

Il film è un adattamento dell’omonimo romanzo di Penelope Fitzgerald del 1978 ed è ambientato nell’Inghilterra degli anni Cinquanta. Racconta la storia di Florence Green, una giovane vedova che decide di guardare avanti e aprire una piccola libreria in una cittadina della costa meridionale inglese, decisamente un po’ troppo sopita culturalmente. La libreria vede la luce nella storica ed umida Old House, e questo non incontra il favore della signora Clarkson, eminente figura del paese. Osteggiata nel suo tentativo di diffondere il piacere della lettura, Florence trova il sostegno inaspettato di un uomo solitario e avvolto dal mistero, Mr Brundish. Un film delicato che racconta una storia semplice, senza clamori né originali colpi di scena, e che si regge principalmente sulla bravura dei suoi interpreti e sulle scenografie (per me) mozzafiato.

Serie tv/miniserie: Patrick Melrose

Composta da cinque puntate, la miniserie è l’adattamento dei cinque romanzi di Edward St Aubyn che compongono il ciclo dei Melrose, basati sulla vita dello stesso autore. Si racconta la storia travagliata di Patrick: cresciuto in una famiglia dell’alta borghesia inglese, con un padre orribile e una madre quantomeno fragile ed irresponsabile, cerca per anni di sconfiggere i suoi demoni, prima perdendosi tra i deliri dell’alcol e dell’eroina, poi dedicandosi a nuove sfide, come il matrimonio e la paternità. Una serie dura, che colpisce in profondità, fino allo stomaco ed oltre, ma godibile come solo la migliore black comedy può esserlo. Con un Benedict Cumberbatch perfetto in ogni dettaglio.

Libri: Gli umani e Charlie and the Chocolate Factory

Questa nella foto è la quarta di copertina del libro di Matt Haig, che credo riesca a dare un’immagine abbastanza fedele del contenuto. Una sorta di K-Pax incentrato sul percorso compiuto dall’alieno per comprendere gli umani, per diventare lui stesso umano; un romanzo che si muove tra le emozioni, i problemi di una vita mortale e i piccoli piaceri, con garbata ironia e intelligenza. Un autore che cercherò di conoscere meglio.

Sto per terminare anche uno dei grandi classici di Roald Dahl, Charlie e la fabbrica di cioccolato, nella versione originale in lingua inglese. Ho scoperto che le trasposizioni cinematografiche sono alquanto fedeli, ognuna a modo suo, e che Dahl aveva una scrittura vivida e fantasiosa, all’altezza delle sue storie. “The children were too flabbergasted to speak. They were staggered. They were dumbfounded. They were bewildered and dazzled. They were completely bowled over by the hugeness of the whole thing.” O_O

Musica: Damon Albarn e i Gorillaz

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